8 giugno 1976: nasce Lindsay Davenport

In Italia è la vigilia dello storico bis di Adriano Panatta contro Bjorn Borg al Roland Garros. L’azzurro, unico in grado di battere lo svedese dalle parti del Bois de Boulogne, quella volta arrivò fino in fondo. Forte del superato spavento contro Pavel Hutka all’esordio e del successo contro quello che sarebbe stato imperatore dello Chatrier fino all’arrivo di un certo Rafael Nadal, qualche giorno dopo riuscirà nella conquista dell’ultimo Slam italiano, ad oggi, nel singolare maschile. In campo femminile la britannica Sue Berker, probabilmente graziata dall’assenza di Chris Evert, in quei giorni avrebbe vinto il suo unico titolo del Grande Slam. Due prime ed uniche volte.

Due oceani più in là a Palos Verdes, in California, da genitori pallavolisti nasceva Lindsay Davenport. Lei il Roland Garros non lo vincerà mai (in singolare), ma diventerà una delle più forti tenniste a cavallo del nuovo millennio. 189 cm di grande potenza da fondocampo e una semplice passione per il tennis – normale come il suo carattere sempre lontano dai riflettori -le consentiranno di mettere in bacheca un titolo per ciascuno degli altri Major. “Solo” 3 titoli Slam e altre 4 finali, tutte perse contro le sorelle Williams, ma una carriera lunga e costante, con 55 tornei vinti (quinta all time) e 93 finali disputate (quarta e con una finale in più di Serena Williams).

Il primo titolo arriva nel’93 non ancora diciassettenne a Lucerna ma alla ribalta delle cronache sale con il titolo alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996, superando in finale Arantxa Sanchez. Gli Slam arrivano in tre anni consecutivi: US Open 1998, Wimbledon 1999 e Australian Open 2000.

La vittoria a Flushing Meadows le consentirà di salire per la prima volta al numero 1 del ranking WTA, spodestando Martina Hingis. In cima al ranking WTA resterà complessivamente 98 settimane (ottava di sempre), l’ultima a gennaio 2006. In quella stagione, come nel 2002, non conquisterà alcun titolo. Un fisico decisamente importante che le dava qualche problema: quattro anni prima aveva subito un infortunio al ginocchio, questa volta problemi alla schiena e a fine anno si fermerà per la prima gravidanza. Soltanto due mesi dopo dalla nascita del primogenito tornerà in campo in doppio a New Haven e un mese dopo in singolare a Bali. Non riuscirà come Kim Clijsters (anche lei nata l’otto giugno) a festeggiare un titolo Slam con il figlio in campo ma conquisterà gli ultimi quattro titoli della sua lunga carriera, prima di chiuderla definitivamente nel 2008, in attesa della secondogenita.

Nel 2014 è stata introdotta nella Hall of Fame. Attualmente siede nel box di Madison Keys, che aveva già allenato nel 2015.