ATP Madrid: Thiem lotta e vince, Nadal liquida un opaco Kyrgios

[4] R. Nadal b. [16] N. Kyrgios 6-3 6-1 (Aldo Cutaia)

Rafa Nadal stasera dovrà cancellare con una buona prova le incertezze lasciate dal match vinto contro Fabio Fognini. Dall’altro lato del campo ci sarà Nick Kyrgios, al primo torneo su terra della stagione. L’australiano non è di certo un amante del rosso, ma ha potenzialmente il gioco per mettere in difficoltà lo spagnolo.

Sin dall’inizio è chiaro come Nadal faccia molta attenzione a mantenere le sue traiettorie più profonde possibili, con l’australiano, appena può, picchia col dritto senza troppi fronzoli. Kyrgios sa di non potersi permettere scambi eccessivamente lunghi, ma il rischio è che la sua partita possa limitarsi ad un tiro al bersaglio senza un vero piano dietro. Questa sensazione si materializza nel quarto game quando l’australiano concede tre palle break, a causa di una smorzata poco sensata e di alcuni errori per cercare il vincente. Se il quarto game ha fatto vedere il l’aspetto peggiore del gioco di Kyrgios, il quinto invece è il rovescio della medaglia. La violenza dei suoi colpi non consente a Nadal di impostare lo scambio come desidera e ciò gli permette di recuperare lo svantaggio con un gran rovescio lungo linea vincente, 2-3. Situazione di equilibrio ristabilita, ma per poco. Kyrgios infatti prende rischi spropositati nel game successivo concedendo a Nadal una palla break. Lo spagnolo non ha però la possibilità di giocarla in quanto il suo avversario spara fuori la seconda, incappando nel doppio fallo. Stavolta non c’è alcuna reazione e Nadal è libero di portarsi sul 5-2, per poi aggiudicarsi il primo set per 6-3.

Il secondo parziale vede Kyrgios ancora più confuso di prima, vagare per il campo senza una chiara idea sul da farsi. Nadal le idee le ha invece chiarissime e martella l’australiano, facendolo viaggiare a destra e a sinistra. Kyrgios prova dei colpi risolutivi, ma arrivando sempre in corsa non è in grado di scardinar le dovesse di Nadal. È solo sullo 0-4 che Nick sblocca il suo punteggio, prendendo il campo con le sue accelerazioni. La partita sembra però ampiamente compromessa, con Nadal che si porta in un attimo sul 5-1. Kyrgios va a servire con la solita fretta ed infatti va subito sotto 0-40. Annulla i primi due match point con l’aiuto del servizio, ma alla terza spara un dritto a campo aperto in pieno corridoio, consegnando la vittoria a Nadal.

Lo spagnolo può esser soddisfatto della prestazione di oggi, in cui si è dimostrato sempre solido e concentrato, tuttavia sarà interessante vederlo contro un avversario che non giochi quasi a caso, come l’australiano oggi. Pesante bocciatura invece per Kyrgios, che non ha neanche provato a lottare in campo, spesso colpendo malamente in controbalzo. Ai quarti di finale, Nadal trova David Goffin in quello che sarà il replay della semifinale di Montecarlo.


[8] D. Thiem b. [12] G. Dimitrov 4–6 6-4 7-6 (9)
(Simone Milioti)

L’ultimo match di singolare della sessione diurna sulla Pista 3, dedicata ad Arantxa Sanchez Vicario, ha visto in campo Dimitrov contro Thiem. I due sono entrambi destrorsi con rovescio ad una mano, tra i più talentuosi nel circuito e tra i papabili a diventare prossimi numeri uno. A parte le speranze di concreto c’è che tra loro abbiamo avuto due scontri diretti, entrambi sul cemento, il primo nel 2016 con vittoria di Thiem e il secondo ad inizio di questa stagione vinto da Dimitrov. Il loro ottavo di finale non ha deluso le aspettative, livello altissimo e equilibrio fino al terzo set con un tie break infinito. Poi ci si mette anche la fortuna, nel tie su uno dei 5 match point che ha avuto Dimitrov stecca di Thiem che resta in campo, qualche punto dopo situazione invertita con la stecca del bulgaro che cade appena fuori dal campo.
Era il loro primo scontro sul rosso, sorprende subito Dominic Thiem che ottiene il break in apertura, sale 2-0 ma la reazione di Dimitrov non si fa attendere riagganciando l’austriaco sul 2 pari. Subito dopo rischia ancora il bulgaro quando da 40-0 si ritrova sul risultato di parità. Il match è veloce, non si scambia molto nonostante i due abbiano dei buonissimi fondamentali. Cercano entrambi il vincente appena possono in uscita dal servizio. Tutto resta in equilibrio fino al momento in cui Thiem va a servire per portarsi 5 pari. Si complica il game andando ai vantaggi e concedendo palle break che sono set point. Ne annulla tre ma alla quarta forza troppo il dritto che termina in corridoio, dopo la risposta in mezzo al campo di Dimitrov. Risultato 6-4 per il bulgaro.
Nel secondo parte meglio Dimitrov che tiene agevolmente i suoi turni di battuta, ma costringe Thiem a fare i miracoli per non perdere il proprio. La strenua difesa dell’austriaco dura soltanto un game, nel secondo turno in risposta Dimitrov ottiene il break. A questo punto il match aumenta ancora lo spettacolo, Thiem mette pressione e si procura una palla del contro-break, Dimitrov la fronteggia con una seconda e sulla risposta profonda va fuori giri col dritto, tutto da rifare. Rischia ancora Thiem che deve salvarsi da 0-30, ma nel game successivo le palle break sono sul servizio di Dimitrov e l’austriaco le sfrutta. Arretra la posizione in campo in risposta Thiem, questo gli permette di colpire con più calma, ma si espone agli attacchi repentini del bulgaro che fortunatamente non sono frequenti. Grigor interrompe la striscia, che si ferma a 4 giochi consecutivi per l’avversario, tenendo il proprio servizio. Non riesce però a strappare il servizio a Thiem che chiude 6-4 e porta l’incontro al terzo.
Inizia stizzito il bulgaro il terzo set, ogni colpo è destinato o ad essere un vincente o a essere un errore, nessuna via di mezzo con Dominic che in risposta ormai è costantemente 4 metri oltre la linea di fondo. Salvatosi da un primo gioco complicato per Dimitrov si mette in discesa il set, prima brekka l’avversario, poi tiene a zero il successivo turno di servizio. Sotto 0-3 tocca a Thiem reagire, mantiene un buon servizio a zero, ma il bulgaro sembra in controllo. Rischia col primo colpo quando serve lui e per un po’ questo rischio paga. Nel settimo gioco però commette due errori di dritto e un doppio fallo, break restituito, poi un ottimo turno di servizio di Thiem riporta il match in perfetta parità, 4-4.
Il copione dell’incontro vede ormai Dimitrov tirare tutto quello che gli capita a racchetta e Thiem difendere e piazzare di tanto in tanto un vincente, il livello è altissimo e i due arrivano al tie-break decisivo. L’equilibrio dura fino al sesto punto dove Thiem concede mini-break, tutto passa nuovamente nelle mani di Dimitrov, che già si era ritrovato avanti nel secondo e terzo set. Dimitrov gioca due punti eccezionali, uno in spinta e uno tutto in difesa, procurandosi tre match point sul 6-3 del tie-break. Thiem annulla i due sul proprio servizio, sul terzo Dimitrov sbaglia completamente il dritto. Si cambia campo sul 6-6 e sempre col dritto sulla linea si procura il quarto match point, annullato dall’ace di Thiem, l’errore di rovescio che segue di Dimitrov permette all’austriaco di andare a match point, nuovamente uno scambio durissimo con cui Grigor annulla il match point. Sull’otto pari servizio vincente per la quinta palla match del bulgaro, cancellata con un dritto inside-in dell’austriaco: 9-9 e si ricambia campo. Si butta a rete Thiem per prendersi il secondo match point, la fortuna lo aiuta anche, Dimitrov stecca il rovescio nello scambio e la palla vola fuori consegnando la vittoria a Dominic Thiem.

A. Zverev b. [11] T. Berdych 6-4 6-4 (Cristina Pozzoli)

Dopo la lunga lotta terminata a notte inoltrata con la quale Alexander Zverev ha superato Berdych, l’unico dubbio quando scende in campo per affrontare Tomas Berdych è sulla sua possibile stanchezza fisica e mentale. Dopo le prime battute si capisce che il tedesco sta bene e che per Berdych sarà dura. Sascha gioca un tennis fantastico per un set e mezzo nel quale fa vedere un tennis di altissima qualità e una grande solidità, poi si rilassa spreca due break di vantaggio nel secondo set e rimette in corsa Berdych. Alla resa dei conti però, aiutato anche da un po’ di fortuna che, come si usa dire, aiuta gli audaci, ritrova lucidità e si guadagna a pieno merito i quarti di finale. Grazie a questo risultato da lunedì Zverev otterrà il suo best ranking con la posizione numero 17 della classifica ATP superando gli spagnoli Ramos-Vinolas e Carreno Busta.

Parte Berdych al servizio e tiene il suo turno di battuta senza difficoltà grazie a prime pesantissime seguite da dritti ancor più pesanti. Segue Zverev e si fa sorprendere da due risposte ben giocate da Berdych ma sul 30-30 piazza un ace e si procura il vantaggio che gioca in controllo da fondocampo spostando bene Berdych che non è una scheggia nel recuperare campo e sbaglia. Nel terzo game Zverev mette a punto il fucile in risposta e costringe Berdych a due errori in uscita dal servizio poi Berdych dimezza le distanze prendendosi un punto a rete ma Zverev risponde ancora bene, sposta Berdych con traiettorie inside-out dal centro e si procura due palle break. Nel momento del bisogno Berdych serve due gran prime e le annulla ma non riesce mai a procurarsi il vantaggio perché Zverev è sempre reattivo in risposta e si procura altre due palle break trasformando l’ultima con una palla corta con i fiocchi dopo aver ancora preso in mano la conduzione degli scambi. con il break in saccoccia, Zverev gioca a braccio sociolto, spazzola le righe facendo sempre fare tanta strada al ceco che perde il controllo dei suoi colpi. Berdych risponde meglio sulle prime bloccando i polsi ma non mette mai in difficoltà il tedesco che non offre palle break. Continuando a giocare con una sicurezza impressionante Zverev chiude il parziale tenendo il servizio a zero.
Nel secondo set la replica è presto servita. Dopo due turni di battuta veloci, Zverev ritrova le risposte fulminanti e mette a segno il break a zero. Con grandissima personalità Sascha continua a servire alla grande lasciando lo zero nella casella dei punti del ceco. In totale fiduca, andando a segno con colpi strepitosi, Zverev strappa ancora il servizio al ceco e si porta 4-1 e servizio. Immancabile, dopo quattro game vinti in scioltezza, arriva il rilassamento del tedesco che non trova più il campo e restituisce uno dei due break di vantaggio addirittura a zero. Berdych non può credere in tanta grazia e si rianima tenendo facilmente il servizio. Il ceco ritrova la fiducia aiutato da Zverev che non riesce a ritrovare concentrazione e subisce un parziale di 11 punti a zero trovandosi ancora 0-40 nell’ottavo game. Zverev reagisce e ricomincia a giocare ma ormai il game è compromesso e Berdych completa la rimonta. Nel nono game è il nastro, chiaramente tedesco a deciderne l’esito. Zverev ritrova la risposta, Berdych traballa, commette anche un doppio fallo e sul 30-30 un rovescio di Sascha rimbalza due volte sul net cadendo dalla parte del ceco che si ritrova ad affrontare una sanguinosa palla break. Il nastro dimostra ancora una volta da che parte sta stoppando un rovescio di Berdych che perde il servizio e manda Zverev a servire per il match. Stavolta il tedesco non dilapida il vantaggio e chiude a zero conquistando i quarti di finale che giocherà contro Pablo Cuevas.

[9] D. Goffin b. [5] M. Raonic 6-4 6-2 (Salvatore De Simone)

Milos Raonic pur se avanti nel ranking non era certo favorito nel match appena perso contro David Goffin nell’Estadio 3 del Masters 1000 di Madrid. La terra rossa non è proprio la superficie a lui più congeniale e se consideriamo i soliti guai fisici che anche recentemente lo hanno tartassato non poteva certo avere vita facile contro il belga, il quale al contrario sta mostrando in quest’ultimo periodo una gran forma come del resto aveva già ampiamente fatto vedere a Montecarlo.

Goffin va subito avanti nel primo parziale strappando il servizio ma poco dopo si fa recuperare non tanto per meriti di raonic quanto per demeriti suoi giocando l’unico game in cui commette qualche errore di troppo; però appena il canadese cala al servizio, il belga immediatamente ne approfitta e con un paio di belle risposte vincenti va a servire per il set: Goffin non trema e incamera il parziale con una vole’ di rovescio

Nella seconda frazione la musica non cambia: Raonic riesce a salvare grazie alla battuta sul 1-1 due palle breaks (di cui una prima Goffin se l’è procurata dopo il più spettacolare punto del match concluso con un passante di rovescio) ma sul 2-2 perde a zero il servizio con Goffin che va in vantaggio con un gran lungolinea di rovescio. Ormai il canadese è già negli spogliatoi e per via di un rovescio spedito fuori manda servire il belga per il match: dopo il secondo break Goffin non si fa pregare e nonostante un match point sciupato alla seconda occasione chiude il match grazie a un diritto in recupero di Raonic che finisce oltre la riga del campo.

La battuta del canadese, che sulla terra battuta perde già di suo un po’ di esplosività, oggi è stata tutt’altro che devastante e Goffin è stato bravissimo ad approfittarne. In più quest’ultimo è rimasto concentrato per tutto l’arco del match mentre l’avversario ha fatto molti errori, soprattutto col diritto. Chiunque uscirà vincitore nella sfida serale tra Nadal e Kyrgios farà bene a non sottovalutare il piccolo belga, il quale ultimamente è davvero un osso duro da affrontare.

[6] K. Nishikori b. D. Ferrer 6-4 6-3 (Fabrizio Salvi)

Sulla Pista Arantxa Sanchez Vicario sono scesi in campo per l’ottavo di finale nella parte bassa del tabellone Kei Nishikori e uno degli idoli di casa, David Ferrer. Primo set a due volti, ben distinguibili ed entrambi ricchi di spunti. L’inizio è tutto a favore del giapponese, che in un battibaleno si porta sul 4 a 1, con due break di vantaggio. Nishikori mostra un’abilità nella ricerca di angoli impensabili davvero impressionante, aprendosi il campo a piacimento e annichilendo le difese dello spagnolo. Qualche leggerezza di Nishikori combinata alla grande volitività di Ferrer, permettono a quest’ultimo di recuperare almeno un break (4 a 2) e, soprattutto, di rientrare emotivamente in partita. Il primo set si chiude comunque 6 a 4 a favore del giapponese, ma la sensazione è che la dinamica della partita sia decisamente cambiata.
Dopo una fugace interruzione per pioggia con annessa chiusura del tetto, Ferrer rientra ancora più determinato, conscio che il peggio è alle spalle e adesso comincia davvero la partita. Il campo inumidito dalla pioggia lo aiuta ma lui, dopo una fase di assestamento dove stava facendo partita pari, ci mette del suo per ricacciarsi nei guai. Il doppio fallo del quinto gioco lo condanna a tre palle break, ma a Nishikori basta la prima per mettere la freccia. Dopo uno scontro tra diritto di Kei e rovescio di Ferrer, arriva l’accelerazione vincente lungolinea, quella che può pesare tanto a questo punto dell’incontro. Poco più tardi il giapponese concede ancora una piccola chance, ma non è raccolta da Ferrer e questo chiude la porta in faccia anche all’ultimo tentativo di rimonta.
Nishikori vince in due set e si concede il quarto di finale contro Nole Djokovic.

P. Cuevas b. B. Paire 7-5 0-6 6-1 (Francesca Padoin)

Terza partita della giornata, valevole per la qualificazione ai quarti, quella che vede l’uruguaiano Pablo Cuevas contrapposto al francese Benoit Paire, fresco vincitore su Wawrinka. Per ora i precedenti giocano tutti a favore di Paire, con le tre vittorie sulla terra di Bastad e Barcellona e sul cemento al Miami Masters di quest’anno ma Cuevas sta giocando un’ottima stagione con la vittoria nell’ATP 250 di San Paolo ed i due quarti di finale a Indian Wells e Montecarlo. Si inizia con Paire alla battuta che si complica la vita con un doppio fallo ma annulla la palla break concessa ed i game proseguono senza particolari sussulti fino al quinto gioco dove, servizio Cuevas, il francese mette in campo soluzioni spettacolari con un gran dritto incrociato ed una smorzata a rete che lo portano a 0-30; ma la difesa dell’uruguaiano è impeccabile e dopo dei salvataggi incredibili ricomincia a dettare il gioco, costringendo il francese a difendere. Entrambi stanno giocando davvero bene e non c’è un punto che non sia combattuto; una goduria da vedere il rovescio di Cuevas come pure le soluzioni improvvisate di Paire che spiazzano completamente l’avversario. E si arriva all’ottavo game che Paire decide di risolvere solo col servizio, che funzioni o meno, e fortunatamente per lui funziona. E Cuevas, non da meno, risponde, nel gioco successivo, con un vincente di dritto, uno smash e due servizi vincenti arrivando al 5 pari. Game molto bello quello seguente che vede l’uruguaiano procurarsi tre palle break, annullate da due servizi ed un rovescio incrociato in contropiede, ma un nastro non favorevole a Paire poco dopo regala un’altra opportunità a Cuevas che, in uno spettacolare scambio, conquista il game. Non tarda la risposta del numero 52 del ranking nel secondo parziale che brekka dall’inizio e va a condurre. Molto bello il punto giocato sul 30-40 del secondo game in cui Paire rischia due volte, con un rovescio sulla linea ed una palla corta, ma alla fine annulla la palla break e le successive 4. Altro break per il francese che pare aver trovato continuità mentre Cuevas sembra aver rallentato parecchio. 6-0 e si va al terzo set in cui un doppio fallo consegna il terzo game a Cuevas. Il francese sembra aver perso la costanza del secondo parziale e commette parecchi errori concedendo un altro game all’avversario che, dal canto suo, ne approfitta allungando gli scambi e cambiando spesso ritmo. E la strategia paga tanto che, dopo un ennesimo break ed un’ora e mezza di gioco, Cuevas può alzare le braccia al cielo e prepararsi per il prossimo match contro il più giovane degli Zverev.
Ottavi di finale

[16] N. Kyrgios vs [4] R. Nadal
[9] D. Goffin b. [5] M. Raonic 6-4 6-2
[6] K. Nishikori b. D. Ferrer 6-4 6-3
A. Zverev b. [11] T. Berdych 6-4 6-4
[2] N. Djokovic b. F. Lopez 6-4 7-5
P. Cuevas b. B. Paire 7-5 0-6 6-1
[LL] B. Coric b. [1] A. Murray 6-3 6-3
[8] D. Thiem b. [12] G. Dimitrov 4–6 6-4 7-6 (9)