Vinci: “Non penso al futuro, voglio provare a divertirmi ancora”

È stata dura oggi, vero?

“Durissima, sì. Sia per le condizion che per l’avversaria. Lei veramente tosta, non da ritmo, si muove molto bene, tante volte gioca lento ed era difficile per me cambiare velocità. Però nonostante questo sono stata brava, ho cercato di essere aggressiva, il mio back sul suo rovescio non gli dava tanto fastidio dunque ho cercato di cambiarlo e giocarlo sul dritto per avere una palla più lenta per spostarmi di dritto. Ho cercato di aggredire la seconda, più entravo nello scambio più facevo fatica. Stessa cosa che mi ha detto Francesco. Qualche attimo di nervosismo, il caldo… Però posso essere più che soddisfatta perché ho passato un ultimo periodo dove anche a causa del dolore tendine mi sono allenata poco, dopo Dubai mi sono fermata del tutto ed ho pensato a curarmi per rientrare. Io poi sono una che fa fatica, che ha bisogno di giocare tanto per entrare in condizione. Alla fine considerato tutto sono forse ancora più contenta perché è come se l’avessi vinta un po’ più io, non so se mi spiego. Di solito gioco contro con un’avversaria che tira forte, che regala tanto, mentre lei è una che costringeva a fare tutti i punti, non regalava nulla, quindi sono contenta, molto”.

Il problema al tendine che dicevi l’hai avvertito per la prima volta qui un anno fa.

“Sì era nel match contro Elina Svitolina, o Gasparyan (era contro Margarita, match di secondo turno vinto 6-3 6-7 7-6, ndr). È quel problema che mi porto tutt’ora dietro. Cerco di tamponarlo con infiltrazioni e terapie, cerco di tamponare un po’. È difficile anche allenarsi tanto e bene perché comunque devi stare bene fisicamente e riuscire a trovare il giusto equilibrio tra allenamento e riposo, allora bisogna trovare il giusto equilibrio e sembra difficile, vado in campo e mi dico “ma non sai muoverti!”. È difficile, però nonostante questo ho sempre cercato di giostrarmi bene e sono venuta qui già da qualche giorno ed ho cercato sempre di andarci piano piano, non allenandomi mattina e pomeriggio, poi giorno dopo giorno aumentavo un po’ per avere qualche situazione simile alla partita”.

Adesso però ti fa male.

“Adesso un pochino ancora lo sento, devo tamponare e non pensarci più di tanto. Questo mi porta ad essere più aggressiva in campo quindi devo conviverci perché non passa”.

Guarda, senza cattiveria, ma chi te lo fa fare se hai questo dolore?

“Alla fine mi alleno, è vera quella frase ma la verità è anche che il tennis è tutta la mia vita. Soprattutto in questo momento dove tutte tirano forte ed io col back non riesco a gestire e mi vengono cattivi pensieri… Però nonostante questo io ci voglio provare. Non so se sarà l’ultimo anno, il penultimo, l’ultimo mese… non ho idea, quindi io continuo, continuo cercando di vincere più partite possibili e vediamo. Cerco di divertirmi, di arrabbiarmi sempre meno ma non ci riesco perché il nervosismo fa parte di me, ma è anche una cosa mia, io devo sfogarmi ogni tanto”.

C’è qualcosa che vuoi riuscire a fare?

“No, son sincera. Mi piacerebbe, ed è scontato, vincere o possibilmente giocare senza dolori, cercare di salire quanto più la classifica, ma non ho un obiettivo particolare anche perché fortunatamente in doppio ho vinto tutto e sono stata numero 1 del mondo per tanto tempo, in singolare ho fatto finale in uno Slam, ho battuto Serena, sono stata numero 7 del mondo, ho vinto tanti tornei, e non dimentico le 4 Fed Cup. Io punto a migliorare il ranking, ecco. Ora sono 28-30, forse perderò punti, però cerco di migliorarlo perché vuol dire che vincerò partite. Dunque l’importante è stare bene fisicamente e vincere quante più partite possibili”.

E riguardo alla prossima avversaria, cosa pensi?

“Una tra Larsson e Kuznetsova… È comunque un terzo turno, Svetlana è fortissima anche se ultimamente ha saltato qualche torneo ma nel 2016 ha avuto un anno pazzesco. Sarà dura, vediamo però intanto chi vince”.