Australian Open, Karlovic eterno: battuto Zeballos in un match record

[20] I. Karlovic b. H. Zeballos 6-7(4) 3-6 7-5 6-3 22-20

Si è cominciato in un caldo pesante, quasi asfissiante, si è finito oltre 5 ore dopo. Ivo Karlovic, 38 anni tra un mese, braccia al cielo dopo una nuova partita fiume portata a casa, che è anche il record assoluto per numero di game giocati nella storia dell’Australian Open: 84, battuto il precedente di 83 relativo a Andy Roddick-Jouness El Ainaoui.

Era Croazia contro Argentina, come due mesi fa a Zagabria, ed anche sugli spalti le 2 fazioni si sono facilmente riconosciute tra bandiere, cori ed urla.

È stata premiata, alla fine, la maggiore sicurezza del croato al servizio, che gli garantiva la possibilità di cercare qualche soluzione in risposta con più calma a discapito di un argentino che doveva sempre ricorrere a mettere una pezza per poter poi ripartire e trovarsi contro un avversario che, pure dopo 5 ore di gioco, non sapeva non servire sotto i 220 chilometri all’ora. La sua posizione in risposta, come si dice spesso, è quella del portiere durante un calcio di rigore: non poteva far altro che indovinare la traiettoria del colpo, e pur realizzando questo obiettivo rimaneva quello di mettere la racchetta e rigiocare in campo la pallina.

L’occasione, Zeballos, l’ha avuta sull’11-11. Un ottimo passante stretto di dritto lo aveva portato a palla break, la prima sul servizio del croato dal secondo set. Eppure il croato era riuscito a metterci una pezza, riprendendo poi a servire quelli che diventeranno in tutto 72 ace (7 di seconda) ed a mantenersi sempre comodamente avanti.

Il momento decisivo, sul 21-20, si è avvertito quando aveva messo la testa avanti già nel primo punto, un’ottima risposta di dritto. Poi il 15-40 ed il match point decisivo, il secondo, in cui con un pallonetto di rovescio ha scavalcato l’avversario che ha perso di vista la palla e poi non ha saputo rigiocare l’ultimo dritto della sua partita.

È finita così, coi 2 a rete a farsi i complimenti, con stati d’animo diametralmente opposti. Non varrà la sconfitta patita contro Federico Delbonis nel match decisivo dello scorso 26 novembre, ma oggi Karlovic ha rialzato la testa. Farlo a quasi 38 anni rimane sempre un’impresa per pochi.