Intervista a Davide Pontoglio: «David Ferrer la mia fonte d'ispirazione»

TENNIS – Di ADAMO RECCHIA. Abbiamo incontrato Davide Pontoglio arrivato agli onori della cronaca per un salto di classifica eccezionale avuto in questa parte della stagione.

Il classe 1992 si allena in provincia di Brescia dopo aver  frequentato l’accademia di Panajotti a Verona per 7 anni. Il giocatore, dopo aver ottenuto punti atp nei future, è riuscito ad ottenere un salto di più di 700 posizioni portandosi a ridosso di primi 1000.

Raccontaci il tuo primo incontro col nostro sport.

«Il primo incontro con il tennis fu ben diciannove anni fà all’età di sette anni. Ricordo che le mie sorelle stavano iniziando a giocare e quindi provai anch’ io. In un primo momento ero tanto indeciso su che sport scegliere, a quel tempo praticavo anche calcio. Il calcio mi piaceva moltissimo però allo stesso tempo avevo curiosità per uno sport come il tennis. Alla fine credo di aver fatto la scelta migliore, considerando le belle soddisfazioni che mi sta regalando in questo periodo»

– Quando hai capito che avrebbe potuto diventare la tua professione?

«Quando ho vinto il primo turno del main draw del challenger di Roma. I punti guadagnati mi hanno dato la possibilità di ottenere il mio best ranking. La strada è ancora molto lunga per poter pensare che diventi a tutti gli effetti la mia professione. Però ci proverò fino a quando potrò, spero lo possa diventare presto».

– Hai un ranking numero 1050. Quale obiettivo ti poni per la prossima stagione?

«Per ora non sto ancora pensando al 2017, perché tra pochi giorni partirò per la Colombia per giocare gli ultimi quattro tornei della stagione. L’obbiettivo principale i questi ultimi tornei è conquistare il maggior numero di punti possibili, che mi serviranno nel 2017 per poter riuscire ad entrare quantomeno direttamente nel main draw in qualche Futures».

– Ultimamente hai cominciato a partecipare a tornei Challenger. Raccontaci i tuoi risultati e le tue sensazioni.

«Quest’anno non ho giocato molto a livello internazionale, solo qualche Futures ed il Challenger di Roma. Ho iniziato l’anno giocando due futures in Spagna che mi hanno permesso di riconquistare classifica. Grazie alla WC che ho ricevuto al Challenger di Roma ho potuto per la prima volta giocare il main draw di un torneo di questo livello. è stata sicuramente una bellissima emozione ma anche un grande esperienza che mi servirà in futuro».

– Quali sono i tuoi colpi migliori e dove pensi di poter migliorare?

«Il mio gioco si basa soprattutto sulla solidità e sulla resistenza fisica, il mio punto di forza è sicuramente il dritto da cui riesco a ottenere molti punti. Devo migliorare molto sul servizio e sulla parte mentale, nella gestione delle fasi del match».

– Dove ti alleni e come è composto il tuo staff?

«Mi alleno in provincia di Brescia nel centro tennis Franciacorta, però attualmente non ho un allenatore. Mi stanno aiutando principalmente tre persone Oliviero Zanotti, Andrea Agazzi e Riccardo Marelli. Mi sono allenato per sette/otto anni a Verona da Daniel Panajotti. A lui devo molto perché mi ha sempre spronato a fare meglio ed a dare sempre il cento per cento. Lui mi ha insegnato la dedizione al lavoro, la disciplina e la determinazione».

– Quali sono i tuoi giocatori preferiti ed al quale ti ispiri?

«Il mio giocatore preferito è David Ferrer. Lo ammiro per tutto quello che ha fatto nella sua lunghissima carriera. Mi piace la sua grande volontà e la sua immensa umiltà. Credo sia un esempio per tutti. In questi ultimi tempi ammiro molto anche Thiem. Mi ha impressionato la sua rapida scalata nel ranking. Credo sia il giovane con più potenziale di tutti».

– Puoi darci un giudizio sul cambio alla guida della nazionale di Fed Cup da Barazzutti alla Garbin?

«Non sarà facile sostiutire un capitano come Barazzuti dopo tutti questi anni di belle soddisfazioni e vittorie, però credo che la Garbin abbia tutte le carte in regola per far bene. Ha tanta esperienza e soprattutto conosce molto bene tutte le ragazze. Le auguro un grande in bocca al lupo».