Wta Finals Singapore. Serena Williams in finale: battuta al fotofinish una grande Wozniacki

TENNIS – DI FABRIZIO FIDECARO – SINGAPORE – Serena Williams ha battuto in rimonta, con il punteggio di 26 63 76(6), una grande Caroline Wozniacki ed è approdata per la settima volta in carriera alla finale delle Wta Finals. Affronterà la vincente tra Halep e Radwanska.

Mai darla per morta. Serena Williams, novella araba fenice, è sempre in grado di risorgere dalle proprie ceneri, e soprattutto di farlo nel breve volgere di un giorno o due. Se ne era accorta l’altro ieri Eugenie Bouchard, cui la pantera di Compton, raccolti appena due game con Simona Halep, aveva riservato l’analogo trattamento subito. Ne è stata testimone sul campo, oggi, una pur bravissima Caroline Wozniacki, che, unica delle semifinaliste delle Wta Finals, aveva concluso imbattuta il proprio girone.

La danese ha giocato di nuovo assai bene, è stata avanti di un set, nel parziale decisivo ha servito per il match sul 5-4 ed è stata avanti per 4-1 (con due servizi a seguire) nel tie-break. Tutto inutile: la danese ha raccolto tanti meritati applausi, ma a uscire vincitrice, con in tasca il passaporto per la finale, è stata la numero uno del mondo.

La cronaca. Caroline è partita alla grande, facendo suoi dodici dei primi quindici punti e salendo in un battibaleno sul 3-0. Da qui Serena è entrata a poco a poco in partita, ma la danese non ha mollato di un millimetro, ottenendo anzi un nuovo break nell’ottavo game e aggiudicandosi il parziale d’avvio per 62.

Nei suoi primi sei turni di battuta la Wozniacki aveva concesso in tutto appena tre punti all’avversaria. Poi, improvviso, sul 2 pari del secondo set, il lampo della Williams, che si è portata 0-40 e ha ottenuto il break alla terza opportunità. La numero uno del mondo ha tenuto senza difficoltà i servizi successivi e lo ha tolto di nuovo alla rivale nel nono game, conquistando la frazione per 63 e rimandando il verdetto al terzo.

Nel set decisivo il livello del match è salito ed è stata battaglia vera, con entrambe le contendenti, pur cominciando ad accusare la stanchezza, a giocarsi ogni punto allo spasimo. La Wozniacki ha salvato una palla break nel quarto game ed è stata lei a togliere la battuta a Serena nel nono, andando così a servire per l’accesso alla finale sul 5-4.

Questo game costituirà senz’altro un grosso rimpianto per la 24enne di Odense, rimasta eccessivamente sulla difensiva. Serena, da fuoriclasse qual è, ha preso con decisione il controllo degli scambi, piazzando l’immediato e per lei necessario controbreak.

Altro motivo di serio rammarico per la danese nel game successivo. Caroline, infatti, si è procurata di nuovo una chance di brekkare l’avversaria, ma, dopo aver tirato una gran risposta, ha sbagliato un rovescio a campo aperto piuttosto semplice.

Serena è salita 6-5 e nel dodicesimo gioco, dopo aver messo a segno tre punti di fila dal 40-15, è arrivata a disporre di un matchpoint. Ebbene, Caroline glielo ha annullato al termine di uno scambio spettacolare, in cui la pantera di Compton ha mostrato gli artigli recuperando l’impossibile, ma arrendendosi infine a una volée di diritto in allungo.

Il verdetto è stato dunque affidato al tie-break. La Williams ha cominciato male, trovandosi indietro per 4-1 appena dopo aver commesso un doppio fallo. Sul sesto punto un nastro favorevole su un diritto le ha permesso di accorciare le distanze, e Serena è diventata ingiocabile, portandosi rapidamente sul 6-4, con altre due palle match a disposizione.

Caroline le ha annullate entrambe, la prima con una volée di rovescio, la seconda grazie a un diritto in rete della rivale. Sul 6 pari Serena ha piazzato un ace e, a seguire, una gran risposta, che la Wozniacki ha provato a recuperare, mettendo però in corridoio il diritto e arrendendosi così al quarto matchpoint.

La danese esce comunque a testa altissima da queste Finals, che ne hanno confermato gli enormi progressi degli ultimi mesi. Certo la sconfitta patita in questo modo – Serena l’ha battuta in rimonta per la terza volta quest’anno – resterà dolorosa, ma la strada intrapresa è senza dubbio quella giusta.

La diciotto volte campionessa Slam, dal canto suo, si è qualificata per la settima finale del Masters in carriera. Già certa di concludere la stagione in vetta al ranking mondiale per la terza volta consecutiva, attende la vincente della sfida tra Simona Halep e Agnieszka Radwanska. Se fosse la rumena, le si presenterebbe un’immediata, ghiottissima, opportunità di rivincita.

 

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