Fed Cup: dove può arrivare questa 'nuova' Italia?

di ANDREA SCODEGGIO – L’Italia delle riserve alla ribalta. La definizione un po’ stona e non dà il giusto merito alla nostra seconda nazionale, chiamata per continuare la portentosa striscia di vittorie in Fed Cup e che ha saputo rispondere positivamente allo scetticismo che si era creato intorno a loro. Chi pensava alla vigilia che sarebbero stati due giorni di fuoco e molto tirati nel punteggio, si è dovuto ricredere e meravigliare. Karin Knapp e Camila Giorgi, a cui vanno aggiunte anche Nastassja Burnett ed Alice Matteucci, hanno saputo portare una ventata di aria nuova e che ha subito ben figurato e dato ottimi segnali per il futuro.

Il 3-1 nel primo turno della Fed Cup, rifilato agli Stati Uniti, è stata una grande vittoria e soprattutto contro pronostico. E’ giusto ricordare come anche le statunitensi avessero defezioni importanti (Serena Williams e Sloane Stephens su tutte), ma pare doveroso sottolineare come le nostre azzurre partissero sfavorite. Una giocatrice di grande prospettiva come Madison Keys è stata letteralmente spazzata dalla nostra altrettanto giovane e promessa Camila in un’ora scarsa di partita, mentre Karin Knapp ha avuto la meglio sia sulla Mchale che sulla Riske con grande facilità, se escludiamo qualche brutto passaggio a vuoto che gli sono costati un set con Mchale e qualche brivido finale contro la Riske.

La vittoria ha ora lanciato le ambizioni italiane, proiettando le nostre all’ennesima semifinale della rassegna iridata. Il sogno della quinta Federation Cup sembra sempre più fattibile, ma questa formazione sarebbe in grado, nell’immediato presente, di rappresentare i nostri colori anche in semifinale? Il rientro di Errani, Vinci e Pennetta è più che mai importante, ma questa nazionale 2, è davvero così inferiore alle altre tre squadre rimaste a contendersi il titolo?

Le possibilità non sembrano essere molte, soprattutto se si considera il valore della Rep. Ceca, la nostra prossima avversaria e, con tutta probabilità, la nazionale più forte delle quattro rimaste. Il rischio eliminazione delle ceche contro la Spagna è stato scongiurato nel doppio, nonostante l’assenza di Petra Kvitova, ed ora ci ospiteranno a Praga verso metà aprile, dove già perdemmo due anni fa in semifinale per 4-1. Knapp e Giorgi sono ben avvezze a superfici veloci come l’arena di Ostrava, ma contro l’esperienza delle ceche può essere dura. La speranza di salvezza è nella cattiva forma della Kvitova, capace di battere chiunque ma anche di perdere con chiunque, mentre contro o la Zakopalova o la Safarova può divenire una sfida più equilibrata ma entrambe sono due brutte clienti. Inoltre anche nel doppio dispongono di una grande esperta come Andrea Hlavackova, mentre la nostra seconda nazionale non ha cavalli di razza su cui puntare in questa disciplina, come le nostre campionesse Errani e Vinci.

Anche nel caso di un miracolo, bisogna analizzare le altre due contendenti: ovvero l’Australia e la Germania, che hanno eliminato rispettivamente una Russia menomata e la Rep. Slovacca. Entrambe le formazioni possono contare su giocatrici esperte e, specialmente la Germania, non facilmente battibili. L’Australia dispone di Samantha Stosur e Casey Dellacqua, mentre la Germania può contare sulle singolariste Andrea Pektovic e Angelique Kerber. Solo i nomi non lasciano spazio a molta immaginazione ed anche loro prediligono superfici più veloci come il cemento, esattamente come le nostre singolariste Giorgi e Knapp. Non potendoci avvantaggiarci sul fattore superficie, bisogna fare forza sui valori in campo e la superiorità, a livello tecnico e d’esperienza, pende dalla parte sia delle tedesche che delle australiane. Difficilmente le nostre potrebbero avere la meglio, sia nel singolo che nel doppio. In caso di Australia, qualche chance in più nel singolo la si potrebbe avere. Soprattutto se pensiamo alla Stosur in netta fase calante da un paio di anni ed una Casey Dellacqua non irresistibile come singolarista. Il doppio è però una loro certezza e la coppia Dellacqua/Barty è difficilmente battibile. In caso di parità e decisivo doppio, le nostre potrebbero soccombere. Con la Germania, invece, le speranze nel singolo si assottigliano e non poco. Petkovic e Kerber sono troppo esperte e potenti per Knapp e Giorgi, appare improbabile un’impresa di questo tipo.

In sostanza, la nostra seconda nazionale partirebbe sfavorita contro tutte e tre, ma non è detto che debba soccombere in maniera netta. Potrebbe giocarsela, anche con gli sfavori del pronostico.

La certezza è che nel futuro ci sono giocatrici (sebbene Karin non ha l’età dalla sua) di prospettiva e che potranno crescere ancora, con la speranza di vederle ancora scrivere altre fantastiche pagine di Fed Cup. Ora però, lasciamo che siano Errani, Vinci e Pennetta a continuare a scrivere. La nostra Italia 2 ha già vinto la sua grande scommessa.