Game of trolls – Parte seconda

Non c’è che dire, in questo periodo Srdjan Djokovic si deve annoiare da morire.

Non soddisfatto delle reazioni generate dall’intervista del mese scorso, dove si scagliava apertamente contro Nadal (il quale gli ha chiaramente detto “di parlare con suo figlio” così da capire come stiano le cose) ma soprattutto contro Federer, il papone di Nole ha aggiunto un’altra puntata alla telenovela che lo vede combattere la propria battaglia contro il giocatore svizzero.

 

Battaglia a senso unico fino ad ora, visto che Federer si è ben guardato dal rispondere al turbolento Srdjan, forse occupato a mettere cerotti sulla schiena, come è anche giusto che sia.

La volta scorsa si era colpito l’uomo Federer, non ritenuto a quanto pare all’altezza delle aspettative di papà Srdjan. Non avendo ricevuto alcuna ribattuta, si è passati al tennis, al mero sport.

“Prima di Novak e della sua generazione il tennis era molto noioso. Si parlava solo di Federer, ed era tutto focalizzato su di lui. Con Novak invece questo sport è cambiato, è diventato tutto molto più divertente.”

E meno male che per lui Federer resta il miglior tennista di tutti i tempi! Meglio non pensare a cosa direbbe Papà Djokovic del periodo in cui Hewitt era numero uno del mondo, senza nulla togliere a Rusty.

Il tennis nell’era di Roger era noioso. Quello di ora è divertente. Sarà, ma resta da spiegare come sia stato possibile che il mondo tennistico nell’era di Federer non solo si sia esponenzialmente moltiplicato ma persino spaccato in due, tra lo svizzero e Nadal. Forse forse perché i due tanto noiosi non lo erano, magari? Con tutto il bene che si può volere al buon Nole, non si vedono orde di tifosi sgomitare per vedere un suo primo turno, specialmente nei tornei minori, e questo lo sa persino lui, che non per nulla ha avuto la furbizia, forse conoscendo il personaggio, di prendere le distanze dalle dichiarazioni di suo padre, non ritenendosi responsabile di ciò che egli va dicendo ai giornali.

Forse il furioso padre non ha presente l’ultima partita giocata in finale a Wimbledon dalla “nuova generazione”, che di divertente ha avuto proprio ben poco, con scambi identici dal primo all’ultimo e un match che come pathos ha avuto solo ‘esultanza di una nazione che aspettava di gridare “Era ora” da 77 anni!

O forse Srdjan si riferisce ai personaggi presenti nelle parti alte del circuito, che forse sono meno “costruiti” o “politically correct” del Roger a cui siamo stati abituati. Resta incomprensibile però il fatto che si narri di gente che si addormenta nelle conferenze stampa di Murray; David Ferrer dovrebbe essere l’anima della festa? Tomas Berdych, un cabarettista nato… Ovviamente senza nulla togliere alle loro doti tennistiche.

Forse a tale proposito non farebbe male a papà Djokovic riguardarsi chi popolava la generazione di Federer, se di “personaggi” vogliamo parlare: Safin, Roddick, Nalbandian, Hewitt, Agassi… Non propriamente gente tra le righe, ecco.

Nelle puntate precedenti abbiamo illustrato i vari siparietti che hanno visto coinvolti i due personaggi in questione: ciò non toglie che resta un mistero il motivo per il quale Srdjan Djokovic si stia scagliando a più riprese contro Roger Federer. A parte il fatto che gli piaccia vincere facile, visto che è troppo semplice parlare ora contro un Federer a fine carriera, accoppato e fuori forma, mentre quando lo svizzero vinceva probabilmente papà Djokovic masticava amaro in silenzio, non si capisce, visto che Nole tace e si è sempre ben guardato da spararle grosse su Roger, come mai suo padre debba togliersi tutti questi sassolini dalle scarpe). Che all’insaputa di tutti Roger abbia rubato l’ovetto Kinder a papà Djokovic negli spogliatoi? Che lo abbia battuto a briscola senza dargli la rivincita? Mistero…

Fatto sta che la serie, iniziata da lungo tempo, continua, anche se al momento il personaggio principale pare essere uno solo, mentre gli altri se ne distaccano. E quando il personaggio è uno solo la serie dopo un po’ stucca, magari perdendo anche di affidabilità….