Sharapova, wild card a Maiorca: la russa al rientro dopo oltre 4 mesi

photo credit: Jimmie48/WTA

Dopo oltre quattro mesi di stop, Maria Sharapova sembra pronta al rientro con una wild-card ricevuta dal torneo di Maiorca.

Ferma da San Pietroburgo, dove diede forfait al secondo turno, e condizionata da un intervento alla spalla effettuato a fine febbraio, l’ex numero 1 è stata costretta a saltare tutta la stagione su terra oltre ai Premier Mandatory di Indian Wells e Miami.

Adesso la russa ha manifestato grande voglia di tornare in campo. A dir la verità, fin dai primissimi giorni in cui è arrivata a Maiorca, più di una settimana fa, per una scelta sorprendente fino a un certo punto. L’evento spagnolo, quest anno giunto alla quarta edizione, si sta mostrando un polo d’attrazione di tante big per diversi motivi: clima, campi e organizzazione tedesca, con i responsabili del torneo che hanno avuto anche canali facilitati per garantirsi dallo scorso anno la presenza di Angelique Kerber.

Sharapova una settimana fa aveva caricato una foto su Instagram dicendo di quanto fosse bella la piccola isola delle Baleari, tra le vie della città, i ristoranti, e l’organizzazione messa a sua disposizione. Aveva citato già lì il fatto che aveva in mente Maiorca come luogo del rientro, e giorno dopo giorno sono aumentate video e foto dove lei era in campo a colpire palle da tennis, instensificando il ritmo. Questa mattina, il lieto fine per tutti: il torneo di Maiorca, annunciando la sua presenza con una wild-card, ha messo a segno un ottimo colpo già solo per visibilità, sponsor e possibili partite di altissimo livello dall’inizio. Oltre a Sharapova, infatti, sono attese Kerber, Victoria Azarenka, Amanda Anisimova.

In tutto ciò, poi, non va dimenticata un’altra possibile variante in questa scelta. Perché nella stessa settimana è in programma il torneo di Birmingham, Premier, più importante e con cui fino allo scorso anno aveva un contratto di due anni. Aveva firmato per giocare in Inghilterra nel 2017, quando rientrava dalla squalifica al doping. Ne nel 2017 e neppure nel 2018 è riuscita a essere presente, prima fermata dallo stiramento del polpaccio e poi da una spalla che già si faceva sentire e aveva bisogno di riposo dopo il Roland Garros. Malgrado i suoi problemi, il torneo di Birmingham in buona sostanza non ha voluto saperne: da parte di tanti giornalisti britannici è partita l’ennesima campagna contro la russa in un rapporto che, seppure i ruoli professionali impongano punti di vista diversi, non è proprio mai decollato verso lidi “tranquilli”.

Durante Wimbledon, quando Sharapova giocò (male) e perse al primo turno contro Vitalia Diatchenko, fu il nuovo focolare per rimpolpare i commenti maligni verso un comportamento che da parte della stampa di ogni portale e giornale era stato bollato come deplorevole. Un granello di sabbia, verrebbe da dire, visto che i battibecchi nascono da quando Sharapova, durante il torneo di Wimbledon di 5 anni fa, perdeva in semifinale contro Serena Williams e i giornalisti britannici la punzecchiarono su come fosse stata deludente e lei rispose: “Lo sapete che se fossi stata una vostra connazionale sarei finita su tutte le prime pagine dei giornali?”.

Quando la russa era squalificata per doping, furono i giornalisti in Gran Bretagna a innescare le polemiche sul non dover dare una wild-card per il suo rientro (ma erano invece favorevoli agli inviti per Dan Evans, squalificato anche lui), e quando lei rientrò a Stoccarda ci fu altra ruggine nella prima conferenza stampa, e infine quest anno a Melbourne quando Sharapova venne fischiata da tutta la Rod Laver Arena per un bathroom break a loro giudizio troppo lungo e lei, che perse quella partita contro Ashleigh Barty, non aveva assolutamente voglia di andare in conferenza stampa ma lo face per obblighi come giocatrice professionista e lì ancora due giornalisti britannici a chiederle informazioni su quali sostanze stesse usando al posto del meldonium, e lei completamente seccata non gli diede retta, causando nuova ondata di polemiche nei suoi confronti senza che però venisse contestualizzata la situazione.

Alla fine, dunque, la scelta di rientrare a Maiorca si allinea per tante ragioni.