Statistiche della settimana: Bertens miglior olandese di sempre, Djokovic in forma Slam

Nole Djokovic continua in grande stile la sua marcia di avvicinamento allo Slam parigino che in caso di vittoria gli consentirebbe di diventare il terzo tennista, nella storia del tennis, a realizzare il Grande Slam.

Dopo la fase di defaticamento seguita al successo agli Australian Open, terzo Slam vinto consecutivamente, il tennista serbo è tornato prepotentemente alla vittoria, dominando in scioltezza il Masters 1000 di Madrid, in cui ha lasciato agli avversari appena 32 games nei quattro match disputati.

Rafa Nadal ha “toppato” anche il 1000 casalingo e questa è forse la notizia più roboante se si pensa che dal 2005 non era mai accaduto che il campione spagnolo arrivasse a Roma senza aver vinto un torneo (l’ultimo successo risale al torneo di Toronto dello scorso anno).

Stefanos Tsitsipas si candida per sostituire Alexander Zverev quale portabandiera della Next Gen non solo in classifica ma anche nel cuore dei tifosi. Ha battuto il tedesco nei quarti di finale (seconda vittoria in tre scontri diretti) prima di costringere alla resa Nadal in semifinale al termine di un match straordinariamente appassionante durato quasi tre ore. Sono stati due incontri impegnativi che lo hanno portato in riserva di energie nell’atto finale contro RoboNole.

I numeri del torneo:

2 – Gli head to head tra Djokovic e Tsitsipas, con un bilancio in perfetto equilibrio. Il primo confronto si giocò lo scorso anno negli ottavi del Masters 1000 di Toronto e fu vinto dal tennista greco (6-3 6-7 6-3 il punteggio finale).

4 – I plurivincitori del quarto torneo Masters 1000 dell’anno che si è disputato fino al 2008 ad Amburgo e dal 2009 a Madrid:

7 – Le vittorie della testa di serie numero uno: Edberg nel 1992, Federer 2004-2005 e 2017, Nadal 2014 e Djokovic nel 2016 e 2019.

33 – I tornei Masters 1000 vinti da Djokovic, che eguaglia Nadal:

74 – I tornei vinti in carriera da Djokovic in 107 finali disputate, a tre lunghezze da McEnroe che si fermò a 77.

200 – I match vinti in carriera da Djokovic contro i top 10, a fronte di 90 sconfitte.

Il torneo femminile:

Settimana indimenticabile per l’olandese Kiki Bertens che ottiene al torneo Mandatory di Madrid il successo più importante della sua carriera, dopo che crisi di fiducia e smarrimento personale stavano, alla fine del 2017, sfociando nella decisione di abbandonare il tennis.

Vincendo a Charleston nel 2018 il suo primo torneo Premier, diventando numero 21 del mondo, è iniziata per la tennista olandese un’escalation passata attraverso la vittoria del primo Premier 5 a Cincinnati, l’ingresso in top 10 per la prima volta lo scorso 8 ottobre, la qualificazione alle WTA Finals e adesso la prima vittoria in un Premier Mandatory: con questo successo diventa la miglior tennista olandese di sempre, in virtù della conquista del quarto posto in classifica, superando il record di Betty Stove che nel 1977 ottenne il suo best ranking salendo al numero cinque della classifica.

La settimana madrilena di Kiki Bertens è stata magistrale. Mai nessuna tennista era riuscita ad imporsi nel torneo senza perdere neanche un set, nonostante un percorso molto impegnativo che l’ha vista abbattere di seguito la resistenza di Siniakova (6-3 6-2), Ostapenko (6-4 6-3), Sevastova(6-1 6-2), della numero 2 Kvitova (6-2 6-3) nei quarti, della numero 8 Stephens (6-2 7-5) in semifinale e infine di Simona Halep (6-4 6-4), che se avesse vinto il torneo avrebbe riconquistato il trono mondiale.

Col successo di Madrid la Bertens diventa in questa stagione la seconda tennista, dopo Petra Kvitova, capace di fare bis avendo vinto a febbraio il torneo di San Pietroburgo dove superò in finale la croata Vekic. Salgono a nove le vittorie ottenute in carriera in undici finali disputate. L’ultima sconfitta in finale risale proprio al torneo madrileno dello scorso anno, in cui fu battutadalla Kvitova.

A margine della vittoria della Bertens, va fatta menzione dell’ulteriore progresso compiuto dalla svizzera Belinda Bencic, che continua imperterrita la sua risalita verso i quartieri alti del ranking. La ex numero 7 del mondo, che ha iniziato l’anno da numero 55, è approdata in semifinale pur non essendo compresa nel seeding, arrendendosi alla Halep dopo oltre due di grande battaglia, e adesso è numero 15 del mondo senza con ciò sentirsi appagata.