Statistiche della settimana: Italia sugli scudi in questo inizio di stagione, Kvitova è la prima a fare il bis

La capitolazione di Nadal nella semifinale di Barcellona contro un solidissimo Thiem, segue alla umiliante sconfitta subita la settimana scorsa a Montecarlo nei quarti per mano del miglior Fognini degli ultimi anni, rendendo questo inizio di stagione senza vittorie, il peggiore dal 2004 per il tennista maiorchino che da allora, non era mai arrivato alla vigilia del torneo di Madrid, senza aver messo in cascina almeno due successi ad eccezione del 2016 in cui si impose solo a Buenos Aires.

Nadal ci ha abituato a recuperi di forma prodigiosi e sulla terra rossa partirà sempre da favorito numero uno, ma non c’è dubbio che la dimensione e la connotazione di entrambe le sconfitte subite a stretto giro, non hanno precedenti. È indubbio che la superiorità emersa da parte di Fognini a Montecarlo e di Thiem a Barcellona è stata favorita in misura determinate dalla scarsa incisività del gioco dello spagnolo che in vista dello Slam parigino, passando per Madrid, necessiterà di una urgente messa a punto, pena un ruzzolone in classifica dal quale non sarà facile riprendersi.

Thiem che a Indian Wells, il mese scorso, aveva conquistato il suo primo Masters 1000, ha vinto nella capitale catalana a mani basse e senza perdere un set, costringendo alla resa in finale anche il russo Medvedev che tuttavia sembra pronto a schiodarsi dalla quattordicesima posizione in classifica che occupa da cinque settimane e sferrare l’attacco alla top ten lontana al momento 405 punti.

Altri numeri di Thiem

4 – Le vittorie di Thiem sul rosso contro Nadal in 11 scontri su questa superficie. Solo Djokovic è riuscito a fare meglio (7 in 23 confronti).

13 – I tornei vinti da Thiem in carriera (9 sulla terra rossa) in 20 finali disputate.

31 – I games persi da Thiem nei cinque incontri disputati in settimana.

Se Nadal appare in crisi, l’Italia maschile è sugli scudi. Dopo la storica vittoria di Fognini a Montecarlo, dopo la assegnazione delle ATP Finals che dal 2021 per cinque anni si svolgeranno a Torino, è arrivato il secondo successo in carriera per Matteo Berrettini che più passa il tempo e più ci piace insieme al suo coach Santopadre. Il tennista romano che lo scorso anno aveva alzato il suo primo trofeo a Gstaad, ha sbancato Budapest che si conferma ambientalmente confacente ai tennisti italiani visto che nelle tre edizioni fin qui disputate abbiamo raccolto due vittorie (con Cecchinato nel 2018 e Berrettini quest’anno) e una semifinale con Lorenzi nella prima edizione del 2017.

Berrettini, non compreso tra le teste di serie, ha fatto strage di tennisti est europei giacchè ha sconfitto in sequenza il kazako Kukushkin (tds n.7) all’esordio, lo sloveno Bedene e, dopo l’uruguaiano Cuevas nei quarti, i serbi Djere (tds n.3) in semifinale e Krajinovic in finale.

A ventitre anni appena compiuti (12 aprile), Berrettini è il quarto italiano più giovane a vincere il secondo torneo in carriera. Ai primi due posti, davanti ad Adriano Panatta, ci sono Cancellotti e Pescosolido che non sono però più riusciti a ripetersi:

Grazie alla vittoria di questa settimana, gli italiani hanno un bilancio di tre vittorie in quattro finali disputate (con 4 tennisti diversi) nei primi quattro mesi della stagione, la qual cosa era avvenuta in passato una sola volta nel 1977 (con 3 giocatori):

In campo femminile si è finalmente rotto l’incantesimo che durava dall’inizio della stagione per cui nessuna tennista riusciva ad ottenere una seconda vittoria. C’è riuscita Petra Kvitova che dopo aver vinto a Sidney a gennaio, si è imposta nel Premier di Stoccarda, favorita incidentalmente dall’uscita in semifinale della numero uno del mondo Naomi Osaka che a causa di un infortunio muscolare non è neanche scesa in campo contro la estone Kontaveit, alla prima finale della stagione.

Si ferma pertanto a 20 la striscia di vincitrici diverse dei tornei disputati dall’inizio dell’anno. La Kvitova riavvicina per l’ennesima volta la vetta del ranking che non ha mai raggiunt , scavalcando la Halep e salendo così al numero due, posizione già occupata una prima volta addirittura alla fine del 2011. La distanza dalla numero uno Osaka è di soli 136 punti ma è anche vero che lo scorso anno nelle prime due settimane di maggio la tennista ceca vinse di seguito a Praga (dove quest’anno è assente) e a Madrid, mettendo in cascina un bottino complessivo di 1280 punti che non sarà facile recuperare.