Fed Cup, Italia e i dubbi di Garbin: Giorgi non ancora a Mosca, convocata Cocciaretto

A pochi giorni dalla sfida decisiva per la nazionale italiana di Fed Cup per mantenere il World Group 2, a Mosca contro la Russia, sembra esserci ancora qualche dubbio nella testa di Tathiana Garbin.

In un incontro così importante, e dove le avversarie sono probabilmente favorite rispetto a noi (rimane qualche dubbio sulle condizioni di forma di Daria Kasatkina, prima singolarista, vittima di un 2019 fin qui abbastanza negativo), il capitano della nazionale ha raccontato alla stampa qualche sensazione.

Il punto importante è che la nostra numero 1 non è ancora arrivata a Mosca. Camila Giorgi infatti sembra attesa per stasera nella capitale russa, ma non si sa granché di che giocatrice avrà a disposizione Garbin perché la maceratese ha saltato 6 degli ultimi 9 tornei da dopo l’Australian Open, citando come problema il polso subito dopo la settimana di Doha, a metà febbraio. Era rientrata a Miami, aveva detto ai microfoni di Ubitennis di sentirsi meglio, ma da dopo la sconfitta all’esordio contro Tatjana Maria sono arrivati altri due forfait a Charleston e Lugano.

Giorgi sarà dunque in campo in questo fine settimana? Ci sono ancora 48 di tempo prima del sorteggio, e soprattutto dovrà testare i campi dell’impianto in terra battuta indoor russo. Ieri, nel frattempo, è stata chiamata Elisabetta Cocciaretto, giocatrice classe 2001 e già convocata nel primo turno della Fed Cup 2018. La giornalista Maria Nikulashkina, presente a Mosca per conto del sito russo sport-express.ru, ci ha detto (prima ancora che uscisse il tweet in cui riprendeva la vicenda) che Garbin ha annunciato l’arrivo della propria singolarista numero 1 e di essere molto felice di averla in squadra, ma che si è anche espressa con un nuovo alone di mistero poco più tardi quando parlava della condizione di Sara Errani, l’altra giocatrice che sembra designata al ruolo di singolarista:

“Noi non sappiamo ancora chi giocherà in questa partita. Sara ha avuto dei problemi come tutti. Ma io so che in Fed Cup lei può dare ancor più che nei normali tornei. Spero che lei potrà giocare”.

Sarà probabilmente una chiave importante per provare a portare a termine quella che sarebbe a conti fatti una piccola grande impresa sportiva. È vero che il ranking al momento la vede precipitata oltre le prime 200 del mondo, ma a Bogotá al di là dei problemi al servizio non è sembrata in cattiva condizione quando lo scambio riusciva a cominciare. Soprattutto, fattore che in queste competizioni può essere importante, il carattere è sempre quello indomito, anche di fronte a situazioni delicate come partite intere trascorse servendo da sotto. Servono due punti in singolare, questa deve essere la base di partenza: per questo un’eventuale stato di forma non ottimale di Kasatkina potrebbe anche ridurre il gap tra le due nazionali. Anche in quel caso, però, non potremmo dirci al loro livello. Ha ragione Garbin, qui: “La Russia è una nazionale forte, con Kasatkina, Pavlyuchenkova e Potapova che sono ottime giocatrici e sanno cosa vuol dire giocare con la maglia della propria nazionale. Ci aspettiamo un incontro molto difficile, ma lotteremo fino alla fine. Speriamo sia una bella partita”.