ATP Barcellona: Nadal non si riprende, Thiem è l’altro finalista

[3] D. Thiem b. [1] R. Nadal 6-4 6-4

Il tempo passa per tutti anche se ci sarà ancora da aspettare chissà quanto prima di mettere la parola fine al regno di Rafa Nadal, durato più di quello della Regina Vittoria. Quello che però sembra si possa cominciare a dare per assodato è che per quanto contenuto e per quanto possa essere straorinariametne capace di nasconderlo, Rafa Nadal rimane un uomo di quasi 33 anni che ha passato davvero tanto tempo nei campi da tennis. Anche qui a Barcellona ha giocato le partite più lunghe ed è impensabile che questo non possa lasciar tracce, anche se siamo abituati a vederlo come una specie di pila inesauribile. Oggi è successa una cosa tutto sommato normale, il giovane erede, quello di cui tutti si aspettano prima o poi la conquista del Roland Garros, ha superato il vecchio campione. E lo ha fatto anche in un modo più netto di quanto non riporti il duplice 6-4 che è un combinato tra l’inesauribile (quello sì) orgoglio di uno straordinario campione e le titubanze, anche tattiche, dell’erede austriaco. Però alla fine Rafa ha passato un secondo set da incubo, e fatto salvi i primi due turni di servizio si è praticamente sempre trovato ai vantaggi, quando era al servizio, e due sole volte è arrivato a 40 quando rispondeva, nel primo e nell’ultimo turno di battuta di Thiem. Nell’ultimo ha addirittura avuto le uniche tre palle break del match, anche consecutive, ed è stato bravissimo l’austriaco ad annullarle giocando sempre con grande coraggio. Questi due semplici dati bastano a raccontare la partita, perché Nadal ha difeso come ha potuto le dodici palle break concesse, e a dirla tutta Thiem magari non avrebbe trasformato neanche quelle due che lo hanno fatto vincere se Rafa non avesse fatto un doppio fallo nel primo caso e tirato fuori un dritto nel secondo. Questo non significa che oggi si potesse fare partita pari, perché Thiem in questo momento ha una velocità di braccio che Nadal non riesce a raggiungere né a controllare, ma certamente se lo spagnolo riuscirà a recuperare qualche altro briciolo di forza non è detto che il prossimo match finisca allo stesso modo.

Quello che resta al pubblico, caloroso e corretto, di Pedralbes è il regalo di una partita che nonostante fosse segnata sin dall’inizio si è giocata addirittura per più di due ore, perché Nadal ha fatto di tutto per evitare di perdere la sua prima partita nello stadio a lui intitolato. Ma appunto il tempo passa per tutti, ed è stato quasi doloroso dover vedere Nadal ingobbito a cercare di recuperare i dropshot, molto belli, di Thiem. Rafa dovrebbe restare secondo da qui a Parigi, a meno che Federer non si metta a fare i numeri e chissà che un buon tabellone non gli dia una mano. Per adesso appuntamento a Madrid per lui, mentre Thiem domani vedrà quanto di buono c’è in Medvedev.