WTA Indian Wells: Andreescu clamorosa, travolta quel che resta di Muguruza

photo credit: Jimmie48/WTA

[WC] B. Andreescu b. [20] G. Muguruza 6-0 6-1

26 vittorie da inizio 2019, un balzo quadruplo nel ranking fino a dentro le prime 40 del mondo. Clamorosa prestazione, e ormai non dovremmo neppure più stupirci, per Bianca Andreescu che sta portando avanti un momento dove sembra riuscirle qualsiasi cosa, anche lasciare un game soltanto a una ex numero 1 del mondo e vincitrice di due Slam, sebbene in crisi di fiducia e costanza da diverso tempo.

Eppure questo è, se vi pare: Bianca Andreescu ha lasciato un solo game a Garbine Muguruza, testa di serie numero 20, spazzata via 6-0 6-1 in 52 minuti in un campo centrale a Indian Wells dove per la prima volta la ragazzina classe 2000 metteva piede e non ha minimamente avvertito tensione se non forse un attimo in un finale di partita dove la sua avversaria si stava consegnando e lei doveva non farsi prendere dalla frenesia del momento. Il risultato è stata una palla break cancellata sul 5-1 e servizio, in uno dei rari game al servizio dove è stata messa un po’ in difficoltà.

Fin dall’inizio della partita il tennis di Bianca, teenager classe 2000 che ancora deve compiere 19 anni (li farà il 16 giugno), è sembrato non solo estremamente efficace, ma anche di qualità molto più elevata rispetto a una Muguruza che al di là di brutti errori non riusciva mai ad avere possibilità di uscire da una tela di scambi dove il suo tennis più grezzo, tecnicamente parlando, produceva colpi che non avevano grande forza o pericolosità. Si intrappolava, quando gli scambi si allungavano, in una tela tattica che non riusciva mai a vederla reagire. Il pregio maggiore della canadese, di origine rumena, è stato quello di portarla, soprattutto nel primo set, a sentirsi molto male in campo, beccandola spesso fuori posizione con un tennis che nella prima parte dell’incontro è stato soprattutto vario mentre nel secondo ha dato una vera accelerata.

Dopo un 6-0 inappuntabile, Andreescu ha continuato a far valere tutta la maggiore qualità contro un’avversaria che continuava questa sua serie molto negativa. Giunta ai quarti di finale, qui, anche e soprattutto per il ritiro di Serena Williams e dopo una partita tutt’altro che brillante ieri contro Kiki Bertens, oggi i suoi limiti sono stati esposti dal gioco pulito della diciottenne che è entrata in tabellone con una wild-card (avrebbe dovuto fare le qualificazioni) e ha ampiamente dimostrato di meritare questi palcoscenici. Non c’è, probabilmente, qualcosa di eccezionale nel modo di giocare, ma già solo l’intelligenza tattica e la shot selection (banalmente: la selezione dei colpi) è qualcosa che impressiona. Una maturità sportiva raggiunta in 3 mesi, dopo che per anni si era ben parlato di lei ma qualche problema fisico (la schiena, principalmente) avevano rallentato la sua crescita. Il karma prende, il karma dà: a inizio novembre 2018 era 178 del mondo, dopo questo torneo sarà almeno tra numero 37 e numero 39 del ranking. Con una semifinale di un Premier Mandatory, a questo punto, tutta da giocare e una condizione fisica e mentale che fanno paura.