Thiem: “È fantastico, resterei ad Indian Wells per sempre”

Complimenti, una grande vittoria. L’altro giorno hai detto la massima “tutto è possibile”. Cosa pensi ora al riguardo?

Direi che è una cosa vera, riguardo a me. È davvero surreale quello che è successo negli ultimi dieci giorni durante il torneo. Arrivavo da un periodo di forma pessimo sotto tutti gli aspetti, e ora sono il campione di Indian Wells. Non sembra vero, sul serio. Credo sia stata una grande settimana e anche una grande finale. Fantastico averla vinta, la mia prima grande vittoria.

Ho sentito che hai detto di essere solo indietro di ottantotto titoli rispetto a Roger. È divertente, ma è la verità. Questo ti fa capire ancora di più quanto è grande ciò che ha fatto ma che tu avresti il tempo per raggiungerlo?

Non lo raggiungerò mai. (sorride)
Come ho detto in campo, lui è una leggenda, e per tutti noi giovani giocatori è un privilegio poter giocare ancora con lui e competere con lui nelle finali di un grande torneo come questo. Per prima cosa è fantastico giocare con lui, ogni volta che incontri uno come lui impari moltissimo. Voglio dire, il modo in cui ha giocato nel primo set è stato incredibile. Devo imparare a farlo anche io. Per questo è così fantastico, e per questo speriamo tutti che possa giocare ancora un po’.

La tua strategia oggi è parsa funzionare molto bene, puoi spiegarci come Massu ti ha aiutato a preparare l’incontro?

Abbiamo parlato della partita prima, ovviamente Federer è un giocatore completo, quindi è difficile trovate qualcosa, ma qualche piccolo dettaglio ci sono riuscito. Se poi tutti e due giochiamo bene, come credo sia accaduto oggi, alla fine diventa una partita equilibratissima, che dipende anche dalla fortuna, dall’attimo. In quegli istanti la tattica non conta più molto.

Dopo tre grandi finali sulla terra, hai vinto il tuo primo grande titolo sul cemento. Ora c’è Miami, non so se hai già sentito alcuni giocatori che sono già lì dire che il campo è molto lento. Poi inizia la tua parte preferita di stagione. Ci pensi al fatto che qui potrebbe essere iniziata una grande stagione per te?

Si ho sempre detto che amo le condizioni di gioco che trovo qui. È molto simile alla terra, abbastanza lento con un buon rimbalzo, specie durante il giorno. Comunque è sorprendente che il mio primo grande titolo sia stato qui, su una superficie differente dalla terra. Quello che mi rende felice è aver invertito una stagione cominciata molto male in una molto buona. Sono ottavo nella race, quarto nel ranking, che è il mio miglior ranking. Quindi da molto male a molto bene. Cercherò di godermi il momento e di continuare così, il titolo è fantastico, starei qui per sempre. Certo sarebbe fantastico continuare ad avere questa forma e tutte queste emozioni nel prossimo torneo e in tutti quelli che giocherò.

Sei stato un giocatore vincente sin da giovanissimo e quando avevi venti, ventuno anni, tutti parlavano di te come futuro numero uno. Credi ci sia voluto troppo tempo per vincere per vincere il tuo primo Mille?

Sono ancora abbastanza giovane, mi sento giovane. Certo se paragonato a Zverev o Tsitsipas o altri giovani in crescita, loro sono semifinalisti di Slam o vincitori di Mille a quell’età e io ero solo vicino alla top 100 allora. Certo ebbi dei buoni risultati e alcuni dissero certe cose, ma non ho mai sentito pressione come altri giocatori, ad esempio Dimitrov.