Serena Williams: “Sono contenta del mio gioco. Bouchard? Sarà una bella partita”

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I tuoi pensieri sul fatto di aver vinto qui due anni fa e le sensazioni sulla partita di oggi?

È stato bello tornare qui in campo, l’ultima volta era stato un momento bellissimo, soprattutto dentro di me, anche migliore. Oggi, una buona partita direi.

Cosa ti ha soddisfatto di più oggi del tuo gioco?

La regolarità. Ho fatto pochissimi errori non forzati. Lei è una giocatrice difficile. Avrebbe potuto essere tranquillamente una partita da 6-3 6-4 o da tre set. Lei ha già sconfitto le giocatrici più forti, sa come giocare. Quando so di avere un turno complicato o conosco molto bene la mia avversaria, cerco di restare concentrata al massimo, questo oggi mi aiutato tantissimo.

Ieri Murray, dopo la partita, ha dichiarato di pensare di aver giocato troppo e di aver spinto troppo in alcuni momenti della sua carriera. Tu hai sempre limitato i tuoi tornei. Spesso i tennisti giocano troppo e si bruciano. Perché tu hai sempre avuto questa filosofia?

Non lo so. Semplicemente non sono mai riuscita a fare tutti quei viaggi. Ero sempre impegnata. O ero a scuola o lavoravo per qualcosa e questo mi impediva di spostarmi così spesso. Ho sempre pensato di fare il massimo nei tornei in cui giocavo, così non ne avrei dovuti fare di più.

Puoi spiegarci quanto è differente o più difficile ora viaggiare con una bambina per il mondo, con tutto il necessario? Un’altra domanda, che potrebbe essere un segreto di famiglia, puoi dirci da dove arriva Qai Qai (la bambola di sua figlia ndr) e come sia diventata la sua migliore amica? È molto famosa.

È sicuramente differente viaggiare con un bambino di un anno rispetto a uno più grande. Tutti dicono che con i bambini più grandi sia più semplice e lo credo anche io, ma non capisco perché ora Olympia richiede un sacco di attenzione, ed è il motivo per cui sto cercando di uscire di qui. (ride) È bello, molto, ed è molto bello essere la sua mamma, mi fa sentire speciale. Qai Qai è una bambola che io ho preso per lei, volevo che avesse una bambola nera. Quando io ero piccola non ho avuto molte possibilità di avere una bambola nera, e volevo che la sua prima lo fosse. Lei è nera e caucasica, ma volevo che la prima fosse nera, la seconda sarà caucasica. Voglio insegnarle l’amore e il rispetto delle persone, l’amore reciproco a prescindere dal colore della pelle di ognuno.
Come è nato il nome Qai Qai?
Un’idea di mio nipote, eravamo tutti in salotto cercando un nome e lui ha detto Qai Qai. Lui è la magia dietro quel nome.
Sai qual’è la tua prossima avversaria, posso chiederti qualcosa sulla prossima partita?
Se vuoi si.
Bouchard. Come vedi l’incontro? Lei ha avuto dei buoni risultati ultimamente, sta cercando di rientrare.
Sarà una bella partita, lei gioca molto bene. Sta facendo bene e sono contenta che non abbia mollato. Tutti scrivono che lai abbia finito, ma non si è fatta toccare. Continua a lottare e a fare ciò che le serve. Non è bello quello che è stato scritto.