Cosa stavi pensando in quel tiebreak?
Non stavo pensando, stavo solo giocando. Vivendo ogni punto, si è stato un tiebreak fantastico. Anche Emilio (Nava, ndr) ha giocato veramente bene e ha salvato una cosa come tre match point. Un tiebreak fantastico, il match point incredibile. 

Arrivavi con una classifica alta, sentivi pressione all’inizio, come l’hai gestita qui a Melbourne?
Si molta pressione sin dai primi turni, ma avevo acquisito molta esperienza lo scorso anno a New York. Così sapevo come gestire la pressione e le sensazioni della finale. Oggi è stato un pazzo match: primo set molto duro, il secondo veramente buono. Lui è sceso un poco, ma nel terzo set è stata veramente battaglia e sono veramente felice di aver vinto il mio primo slam.

Hai avuto uno scambio di poche parole con Novak nel passaggio del tunnel. Cosa ti ha detto?
Ha detto solo congratulazioni, lui sapeva che avevo perso la finale a New York, cosi mi ha detto che avevo un buon mental trainer. Gli ho risposto che ho imparato da lui e gli ho augurato buona fortuna per la finale di domani.

Il tuo rovescio ad una mano è molto attraente e efficace come colpo. È ispirato a qualcuno? O è qualcosa che ti viene naturalmente?
No il mio rovescio alcune volte può essere veramente buono e può essere molto difensivo in back. Non era facile oggi perché la Rod Laver Arena è un grande campo e puoi stare molto dietro la linea di fondo. La strategia era non stare troppo lontano dalla linea di fondo, perché Emilio gioca veramente aggressivo. Sono riuscito a realizzare il mio piano di gioco e sono molto contento.