Australian Open, uomini: Djokovic distratto supera Shapovalov, Zverev, Nishikori e Raonic facile

[1] N. Djokovic b. [25] D. Shapovalov 6-3 6-4 4-6 6-3 (Simone Milioti)

Si complica la vita Novak Djokovic e fa tutto praticamente da solo il numero uno serbo. Shapovalov dall’altro lato appare spensierato, bello sicuramente ma di efficacia quando conta ce n’è poca. Il sei volte campione di Melbourne alla fine riesce, lasciando un set per strada, a raggiungere gli ottavi di finale.

I primi due set hanno all’incirca lo stesso copione: scambio lungo favorito Djokovic, mentre quando Shapovalov riesce a comandare il punto si chiude in pochi colpi, alternando un vincente o un errore del canadese. I primi due parziali si chiudono entrambi con la testa di serie numero 25 al servizio che subisce il break, nel secondo parziale decisivo, che gli costa il set. Shapovalov in realtà a lampi sembra far intravedere anche un piano tattico, come quando sfrutta il suo essere mancino per uscire con un elegante dritto lungolinea dalla diagonale mancina, ma quando tra fine del secondo parziale e inizio del terzo subisce una serie di cinque giochi, dal 4-4 al 3-0, con allungo del serbo sul 4-1 nel terzo parziale, il match sembra concluso o comunque a completa discrezione del numero uno del mondo.

Djokovic a questo punto decide di rimischiare le carte, innervosendosi a più riprese per le luci, per le ombre, per qualsiasi cosa ci sia in quel momento sulla Rod Laver Arena. Anche con il pubblico, applaudito sarcasticamente, dopo aver subito il secondo break consecutivo nel set e mandato a servire il canadese per trascinare l’incontro al quarto. Da lì la risoluzione è semplice, Denis non senza difficoltà tiene il servizio e completa la striscia di cinque giochi consecutivi, Djokovic a inizio quarto la restituisce immediatamente scappando rabbiosamente sul 5-0, non pago continua a spingere nel game di risposta rifilando il bagel all’avversario. Il risultato finale è pura formalità e nel prossimo turno Djokovic sfiderà Medvedev che è apparso fin qui in ottima condizione.

[8] K. Nishikori b. J. Sousa 7-6(6) 6-1 6-2 (eddi)

Ha faticato solo un set Kei Nishikori per aver ragione di un buon Joao Sousa che ha pagato l’aver giocato sopra giri la prima frazione del match. Il portoghese si è tolta la soddisfazione di un pezzo di match giocato mantenendo alto il livello in tutti i settori di gioco, dal servizio al dritto, dalla risposta al rovescio. Non aveva cominciato benissimo per la verità, brekkato immediatamente da Nishikori, che però notoriamente soffre di qualche distrazione tant’è che forse ha pensato ad un match semplice e ha restituito quasi subito, nel quarto game, la cortesia. Dopo queste schermaglie iniziali i due sono diventati molto solidi alla battuta, almeno fino al 5 pari, quando Sousa ha rischiato qualcosa. Il tiebreak è stato giocato molto bene da entrambi, con Sousa che ha addirittura piazzato due ace dal 2-5 al 4-5 e che poi, attaccando una seconda di Nishikori, ha recuperato il minibreak. Ha salvato il secondo set point grazie ad un dritto che è volato via al giapponese, ma ha dovuto arrendersi dopo il cambio di campo per via di un rovescio largo di non molto.

Sousa non ce l’ha fatta a mantenere questo livello di gioco, anche perché un rasserenato Nishikori diventava solido anche col dritto e sfruttava tutte le opportunità che il calo del portoghese gli offriva. Il secondo set volava via rapido, anche perché Sousa spariva dal campo e l’MTO chiesto dal portoghese prima di cominciare il terzo è sembrato più strategico che necessario. Ad ogni modo Nishikori portava la serie dei giochi consecutivi a nove, rilassandosi sul 4-0 del terzo, e volava agli ottavi in poco più di due ore, chiudendo con un dritto incrociato violentissimo e senza dover penare come nei primi due turni.

[16] M. Raonic b. P. Herbert 6-4 6-4 7-6(6)

Continuo il buono Slam di Milos Raonic, il canadese continua a non perdere set, servire ace a valanga e vincere tie-break e vincere parziali al fotofinish. Quest’oggi è toccato a Pierre-Hueges Herbert che ha fatto da comparsa nelle circa due ore di partita, mai il francese è riuscito a impensierire il canadese al servizio e anche quando, nel terzo set, è riuscito a rifugiarsi nel tie-break Milos non ha per nulla sofferto la pressione e ha chiuso il conto per 8 punti a 6.

Nel prossimo turno l’avversario del canadese dovrebbe essere di tutt’altra pasta e sicuramente Raonic partirà sfavorito di fronte al Maestro del 2018. Però senza correre, Sascha Zverev deve ancora superare la wild card australiana Bolt, poi si potrà parlare di un altro match in cui sicuramente non mancheranno i tie-break.

[4] A. Zverev b. [WC] A. Bolt 6-3 6-3 6-2 (Cristina Pozzoli)

Alexander Zverev riesce per una volta a non complicarsi la vita e supera finalmente lo scoglio del terzo turno a Melbourne. Alex Bolt è ancora un giocatore troppo leggero e con poche armi a disposizione per creare problemi al numero quattro del mondo che invece ne avrà parecchi agli ottavi contro Milos Raonic, vincitore in tre set su Pierre-Hugues Hebert, e tornato in gran forma.

Le scorie della faticaccia con Chardy sembrano smaltite. Sascha risponde subito bene e Bolt ha grosse difficoltà a contenere l’esplosività dei suoi colpi trovandosi nel game d’apertura a fronteggiare la prima palla break concessa con un dritto lungo al termine di un duro scambio. Zverev coglie l’occasione al volo lasciando partire un inside-out molto profondo in risposta da sinistra con cui si apre il campo e va comodamente a segno dall’altra parte. Il servizio del tedesco è efficace e quando si scambia entrambi i suoi fondamentali, per traiettorie e peso, gli permettono di controllare il gioco. L’australiano ha due armi dalla sua parte: il servizio mancino con traiettoria ad uscire da sinistra e il dritto giocato nella stessa direzione. Lì però trova anche il rovescio di Zverev che, nonostante i miglioramenti effettuati sul dritto, resta di gran lunga il suo colpo migliore e non è semplice affondarlo da quel lato. Nel sesto game però l’incrociato mancino di Bolt ha la meglio e gli permette di mettere a segno il contro break. Zverev reagisce come una furia, si piazza con i piedi ben vicino alla riga di fondo e sfruttando la precisione dei suoi colpi in successione si riprende immediatamente il servizio di Bolt convertendo la seconda palla break con un rovescio vincente lungo linea. Poi con un parziale di otto punti a due sigla il 6-3.

Il secondo set inizialmente è più equilibrato, il servizio è determinante fino al sesto game e il primo a trovare pressione in risposta è Zverev che porta Bolt ai vantaggi e lo costringe a fare i numeri rete per annullare due palle break e chiudere il game alla seconda occasione utile. Scorrono via rapidi invece i turni di servizio del tedesco mentre Bolt capitola nell’ottavo game in balia dei colpi di Zverev che però al momento di chiudere pasticcia un pochino. Si trova a dover annullare una palla break, commette un doppio fallo sul primo set point ma poi sta attento due punti di fila e chiude.

Il terzo parziale si mette subito bene per il tedesco che mette a segno due break consecutivi nel terzo e quinto game. La “sindrome Slam” si manifesta nel sesto travestita da tre palle break che però Zverev non trasforma in fantasmi e al quarto vantaggio tiene il servizio. Chiamato a servire per chiudere il match invece non trema.