Australian Open: tonfo Kerber, la tedesca travolta contro Collins

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D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

Crollo inatteso e rumoroso di Angelique Kerber. La campionessa dell’Australian Open 2016, semifinalista qui lo scorso anno, è uscita di scena agli ottavi dopo una prova molto negativa contro Danielle Collins, numero 38 del mondo e che prima di questo torneo non aveva mai vinto un match in un tabellone principale di uno Slam.

Adesso la statunitense è addirittura ai quarti di finale dopo aver eliminato lungo il cammino Julia Goerges, Caroline Garcia e proprio la tedesca, che ha però grandi colpe in un match giocato in maniera molto negativa, quasi irriconoscibile. E ci sono meriti da parte di Collins, soprattutto quello di aver tenuta la pressione costante pur concedendo qualcosa all’inizio della seconda frazione, ma la Kerber al di là della rete non sembrava in grado di fare alcun ché per cambiare almeno la sua prestazione.

Una di quelle giornate dove non riesce a scuotersi, una di quelle che in carriera ne sono successe tantissime ma nel suo periodo migliore (dal 2015 a oggi, escludendo il 2017) era riuscita ad avere solo in un paio di circostanze all’anno. Questa sconfitta, soprattutto, ricorda molto da vicino una avuta nel 2018 a Indian Wells contro Daria Kasatkina: anche lì il punteggio finale fu 6-0 6-2 e anche lì la sensazione era di una giocatrice priva di energie, che non reagiva a una situazione sempre più complicata.

Oggi era lenta coi piedi, fallosa, senza la spinta delle gambe nei propri colpi e senza dare qualche genere di sostanza a una palla che se passava la rete finiva all’incirca a metà campo, ma era fin troppo attaccabile da una statunitense in ottima condizione, che ha approfittato a pieno della situazione andando spesso aggressiva e decidendo di non aspettare un possibile errore ma di prendere la situazione tra le mani e attaccare, variare, continuare a fare pressione.

Alla fine ah raccolto un punteggio netto e meritato. Pensare che al primo turno era indietro 2-6 5-6 e 30-0 con Goerges al servizio per il match, fa sembrare tutto quanto ancor più sorprendente, come se già non bastasse così.