Australian Open: Osaka vince un’altra battaglia, ai quarti avrà Svitolina. Pliskova super

photo credit: Jimmie48/WTA

[4] N. Osaka b. [12] A. Sevastova 4-6 6-3 6-4

Naomi Osaka sta crescendo e sta imparando a essere sempre più difficile da battere per le sue avversarie. La giapponese è ai quarti di finale dell’Australian Open dopo la seconda, ottima, vittoria in rimonta del suo torneo, stavolta ai danni di Anastasija Sevastova. La lettone è uscita dal campo sotto gli applausi scroscianti di tutto lo stadio, con anche Sascha Bajin e gran parte del team a elogiarne una prestazione di alto livello per tutto l’incontro e che ha portato la sua allieva a fare qualcosa che fino a pochi mesi non era nelle sue corde.

Dopo lo US Open vinto, Osaka è sempre arrivata almeno in semifinale con l’unica eccezione delle Finals di Singapore giocate con un po’ di tensione per l’esordio e fastidi alla schiena che nascevano più dalla stanchezza di una stagione molto lunga. Il nuovo anno l’ha vista subito sfiorare la finale a Brisbane e ora è tra le migliori otto del primo Major, ripetendo quanto fatto da Alona Ostapenko nel 2017 che dopo il titolo al Roland Garros si era spinta fino ai quarti a Wimbledon. Eppure se in quel momento la lettone era forte mentalmente, con tante sfide vinte al set decisivo, la giapponese fino agli ultimi mesi del 2018 si era dimostrata fortissima quando andava avanti mentre faceva fatica a resettare, mentalmente, se doveva cercare di inseguire.

Oggi l’andamento ha rispecchiato abbastanza il copione di Brisbane, quando la giapponese scivolava indietro di un parziale e riusciva a vincere di forza, di testa, e di gioco, in quello decisivo. Eppure c’è voluta ancor più bravura, da parte sua, per riuscire a tirar fuori quello che da queste parti chiamano l'”A-game” per far suo l’incontro. Il primo vero dritto della sua partita, potente, robusto, che lascia ferma l’avversaria, è arrivato solo nel secondo game del secondo set, quando ha rotto gli indugi per alzare il proprio livello di gioco e con costanza è arrivata a un finale di parziale a tratti spettacolare da parte di entrambe.

Nel primo Osaka sbagliava tanto, messa spesso fuori posizione da un’avversaria che è maestra in questo ed è diventata piuttosto costante tanto da avere ambizioni, in questo momento, anche da top-10. Il dritto, soprattutto in lungolinea, era il colpo che più aveva messo nei problemi la numero 4 del seeding, che cedeva la battuta sull’1-1 a inizio match con tre brutti errori e non sfruttava 5 turni di risposta in cui ha sempre avuto ipotetiche chance ma senza mai arrivare alla palla break. Sevastova, dal canto suo, faceva di tutto per farla giocar male, con le sue traiettorie, la sua varietà di colpi, e l’assenza di ritmo che per le sue caratteristiche andava più che bene. Nel secondo però la partita cominciava a crescere: Sevastova non cedeva un millimetro, ma dopo un recupero da 0-30 e il primo vero dritto della sua partita nel secondo game Osaka ha cominciato a salire di livello, sbagliando molto meno da fondo campo. Gli scambi erano più lunghi, entrambe andavano alla ricerca degli angoli e finalmente veniva fuori la vera partita prevista: la potenza e la geometria di Osaka contro la grande varietà di Sevastova.

La giapponese prendeva il break sul 3-2 giocando con enorme attenzione e precisione il rovescio lungolinea vincente sul 15-30. Punto da vincere a tutti i costi, punto portato a casa con determinazione. Alle prime palle break della sua partita ha trovato la via dell’allungo, confermato con un bel game al servizio. Sul 5-3 Sevastova le ha provate tutte, esaltandosi in difesa e spingendo Osaka a giocare sempre un colpo in più con la palla che non si alzava da terra dopo il rimbalzo e la costringeva ad avanzamenti nel campo e a giocare soluzioni di grande difficoltà. Il terzo punto è stato l’esempio principale, ma dopo quello un piccolo calo col servizio della numero 4 del seeding ha portato Sevastova alla palla del controbreak, annullata con un ace e poi la chiusura del set. Forte di questo salto di qualità Osaka ha preso subito vantaggio nel terzo, ma sul 3-2 si è complicata la vita: un brutto inizio al servizio l’ha spinta sotto 0-40. Giocava alla grande quando doveva annullare palle break, ma sulla parità Sevastova la pungeva chiamandola in avanti e riportandola fuori dalla zona di comfort. Alla sesta palla break l’aggancio durato però nulla, perché Naomi ha subito reagito tirando 3 risposte vincenti e riportandosi avanti.

In questo frangente, ancor più che nella chiusura del secondo set, c’è tutta la nuova Osaka che sta nascendo in questo torneo: stava faticando ma riusciva ad avere quella cattiveria agonistica che in queste situazioni non si era quasi mai vista. Sul 4-3 ha giocato con molta leggerezza una voleè a campo aperto sul 40-15 e si è bloccata, ma alla sesta chance ha chiuso un fondamentale turno di battuta. Come a Brisbane, al servizio sul 5-4 ha sempre messo la prima in campo, chiudendo al secondo match point. Continua la sua corsa, continua il sogno di finire la settimana con qualcosa di speciale. Al prossimo turno Elina Svitolina.

[6] E. Svitolina b. [17] M. Keys 6-2 1-6 6-1

Vittoria contropronostico ma molto importante per Elina Svitolina, che torna ai quarti di finale dell’Australian Open dopo aver eliminato Madison Keys. È la prima volta in carriera che la giocatrice ucraina riesce a superare la statunitense e, in particolare, può voler dire molto a livello mentale visto che fu proprio Keys, nel 2017, a rovinarle il sogno di una prima semifinale Slam quando allo US Open rimontò da 2-4 nel set decisivo.

La sfida ha avuto un andamento abbastanza singolare, frutto di tre parziali piuttosto diversi tra loro. Molto ruotava attorno al momento di Keys, che può essere devastante se lasciata colpire facilmente da fondo campo ma la situazione cambia radicalmente se viene mossa lungo il campo. Questo è un problema atavico per lei, che malgrado sia ancora molto giovane può già vantare una discreta esperienza nei Major con piazzamenti importanti fin dal 2015, eppure non è mai riuscita a fare uno scatto in quella direzione.

Il primo set di Svitolina è stato tutto quello che Keys non avrebbe voluto, con palle che tornavano sempre nella sua metà campo e la forzavano a dover dare un colpo in più, magari in corsa, magari senza leggere bene la tipologia di palla che le arrivava. Alle volte più corta, alle volte più lenta, altre più spinta, altre più profonda. Un parziale intelligente dell’ucraina, che faceva sfruttare l’immediato 4-0 di vantaggio. Nel secondo il copione è stato radicalmente sconvolto perché Madison aveva più spesso i piedi in campo, quindi comandava molto di più e le differenze erano enormi. Nel terzo, quello che ha spaccato completamente la partita è stato il terzo game, dove Svitolina ha tenuto la battuta malgrado 7 parità e 6 palle break offerte. Keys ha tanti rimpianti, e da lì in avanti si è smarrita, perdendo immediatamente la battuta e non ritrovando più verve per rientrare.

Quarto quarto di finale in carriera per Svitolina, che contro Naomi Osaka andrà a caccia della prima semifinale Slam. Al momento conduce 3-2 nei precedenti, con 2 vittorie nel 2018.

[7] Ka. Pliskova d. [18] G. Muguruza 6-3 6-1

Impressionante prova di Karolina Pliskova. La ceca travolge Garbine Muguruza in un’ora di gioco mettendo in campo probabilmente la miglior partita della carriera in termini di qualità di gioco e facilità nell’arrivare al vincente anche quando veniva spostata lungo il blu della Margaret Court Arena.

Il conteggio dei vincenti e degli errori gratuiti dice praticamente tutto della sua prestazione odierna: 14 vincenti e 1 solo non forzato nel primo set che diventeranno 23 e 3 a fine gara. Un +20 che l’hanno lasciata forse sorpresa, ma molto contenta, tanto da continuare a fare un pugno di esultanza, sorridendo, mentre si dirigeva verso il proprio angolo e guardava il proprio team. In quel gruppo, adesso, c’è Conchita Martinez che assieme a Rennae Stubbs stanno facendo un lavoro strepitoso soprattutto nel modificare il carattere di una giocatrice che per stessa ammissione si era vista a un certo punto troppo condizionata dalla negatività sua e senza nessuno che l’aiutasse a cambiare rotta.

Oggi è stata perfetta al di là di un turno di battuta perso proprio nelle fasi iniziali ma prontamente cancellato, prendendo il largo nelle fasi decisive. Sul 4-3 è salita prima sul 30-40 con un buon rovescio angolato, poi alla seconda palla break ha colpito con una risposta malgiudicata dalla spagnola. Da lì non ha più tolto il piede dall’acceleratore, e quello che faceva impressione era come riuscisse a lasciar andare il braccio e a creare tutti questi vincenti.

Muguruza dal canto suo non aveva rimedi, ancora molto incastrata in una situazione dove sembra non riuscire a esprimersi come vorrebbe, faticando tanto nel chiudere i punti e non avendo grandi armi se non è lei a comandare. In una sfida dove la sua avversaria conduceva 7-2 già prima di entrare in campo, e con un gioco abbastanza simile, la miglior condizione della ceca ha fornito una possibile chiave di lettura. Al resto ci ha pensato un gioco davvero sopra le righe. Adesso, però, arriverà per lei il carico da 90: o Simona Halep, o Serena Williams.