Australian Open, italiani: Fognini al terzo turno, Giorgi rullo compressore

[12] F. Fognini b. L. Mayer [27] 7-6(4) 6-3 7-6(5) (di Gianluca Atlante)

Fabio Fognini c’è, eccome se se c’è. Questo Australian Open lo ha iniziato davvero nel migliore dei modi e, alle prime luci dell’alba italiana, ha confermato quanto di buono fatto vedere nel primo turno, rispedendo al mittente, nel secondo, l’argentino Leonardo Mayer.

Nella 1573 Arena, in due ore e ventitré minuti, si è sbarazzato del numero 54 della classifica mondiale, vincendo il primo e il terzo set al tie break e dimostrando, proprio in questi frangenti, di stare, come si suol dire, sul pezzo, di meritare un palcoscenico importante in questa prima prova dello Slam in corso di svolgimento a Melbourne Park. Fognini, numero 12 del tabellone, ha finito per condurre lui le danze, con quelle accelerazioni improvvise che sono sembrate un’arma letale per il tennista sudamericano. Il prossimo avversario del “Fogna” nazionale sarà lo spagnolo Carreno Busta, avversario sempre ostico, che al primo turno ha sofferto e non poco contro il nostro qualificato Vanni.

Il Fognini visto in queste prime due apparizioni sul ribollente terreno di gioco di Melbourne Park, è giocatore capace di qualsiasi impresa e di giocarsela, come tante volte è stato detto, contro tutti. Solido mentalmente e tecnicamente, l’azzurro ha le qualità per ritagliarsi uno spazio importante in questo major dove, tra l’altro, deve difendere gli ottavi di finale centrati nella passata edizione. Con Fognini, a ragion veduta però, è logico ed opportuno guardare anche più in là del nostro e del suo naso, perché la partita contro Leonardo Mayer (7/6 6/3 7/6 in due ore e vendite minuti) ha dimostrato che il talento di Arma di Taggia c’è, eccome se c’è

C. Giorgi b. [Q] I. Swiatek 6-2 6-0 (di Gianluca Atlante)

Camila Giorgi, si sa, va di fretta, ma nella notte italiana appena trascorsa, sotto il sole cocente di Melbourne Park, ha fatto anche di più. Via giù “comodini” di dritto e rovescio e per la povera qualificata, la polacca Iga Swiatek, numero 178 del mondo, non c’è stato davvero nulla da fare. Poi, per carità, si può dire tutto e il contrario di tutto, ammettere l’evidenza di una differenza tecnica palesata in ogni circostanza, ma intanto la tennista dell’Est i suoi quattro match, prima di questa notte, li aveva vinti e passare attraverso le qualificazioni e vincere un turno in uno Slam, non è mai facile per nessuno, figuriamoci per una come lei che partiva da una classifica quasi proibitiva.

A Camila Giorgi, però, tutto questo è interessato davvero poco. In cinquantanove minuti le ha rifilato un perentorio 6/2 6/0 e via di corsa al terzo turno di questo Australian Open, traguardo peraltro già raggiunto nel 2015. Il bello, però, arriverà adesso, perché nella notte tra venerdì e sabato affronterà la ceca Pliskova, numero 7 del tabellone e chissà che, tanto per cambiare, la Camila non tiri fuori una partita delle sue, di quelle già viste più volte.