Serena Williams ha la sua vendetta: battuta Pliskova, è in semifinale allo US Open

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[17] S. Williams b. [8] Ka. Pliskova 6-4 6-3

Meno due. Meno due dal primo titolo Slam da mamma, meno due dal titolo Slam numero 24. Ci risiamo, come a Wimbledon, ma con molta più convizione sull’esito di quello che sarà questo US Open 2018 così interessante dal punto di vista dei risultati ma che rischia (tra virgolette) di riproporre lo stesso filone narrativo di quando fino a qualche anno fa la migliore di tutte si accaparrava il titolo.

“Il ranking può dire quello che vuole. Può essere 17, 18, 25 del mondo, ma rimane la più forte di tutte”, parola di Karolina Pliskova, che non è riuscita a capitalizzare un primo set dove l’errore importante è stato quello di non capitalizzare tre chance di doppio break sul 3-1. Ha colpe? Nessuna: tre servizi impossibili da rispondere da parte della sua avversaria, che al di là di quello stava vivendo un momento abbastanza negativo con tanti errori e un gioco che non riusciva a quadrare. La ceca serviva bene, non aveva modo di incidere col dritto come nelle precedenti partite ma fino al 4-2 le era bastato spesso mettere la palla al di là della rete che la sua avversaria avrebbe fatto il resto.

Forse ha giocato un po’ troppo libera il settimo game, dove ha buttato via qualche risposta fattibile, e nel game successivo ecco che la ex numero 1 del mondo si è rifatta improvvisamente sotto: sul 2-3 aveva sbagliato tutto dal 15-40, due game più tardi vincere un punto delicato sul 30-15 e venire avanti con un colpo “bluff” ma dove Pliskova è andata in affanno. Un nuovo gratuito di rovescio e il punteggio era in parità. Un turno di battuta agevole di Serena ed eccola farsi per la prima volta avanti nel punteggio. La partita era cambiata, e forse Karolina non se n’era ancora accorta. Lo farà poco dopo, quando non ha potuto chiudere il decimo game da 40-0. Di nuovo: non ha potuto, diverso dall’espressione “non ha saputo”. Dopo il primo punto, in cui la palla di Serena l’ha mandata fuori tempo col nastro, la statunitense ha dato il meglio di sé per infilare i successivi punti. Il dritto era improvvisamente salito di livello, di rovescio spingeva molto meglio. Al secondo set point, un nuovo rovescio di Pliskova è finito a metà rete segnando il 6-4 Williams.

Karolina non faceva male da fondo campo, con appena 5 vincenti in tutto un set dove comunque è stata avanti per i primi 7 game su 10 giocati, e nel momento in cui la statunitense ha innalzato il suo gioco non le è più stata dietro. Il problema maggiore, per lei, era che la sua avversaria aveva ancora tanto margine di crescita. Serena ha preso il break nel primo turno della seconda frazione colpendo solo risposte vincenti o che le davano il punto con un errore avversario. Il confronto rispetto a 6 game prima era ormai enorme: da che non riusciva a metterne in campo più di una o due a turno di risposta, adesso vedeva la palla come un melone e colpiva a tutta. 2-0, 3-0. Pliskova era in grande difficoltà e sbagliava anche soluzioni banali, come uno smash a due passi dalla rete con una Williams che aveva alzato la più classica delle preghiere.

La serie di game consecutivi vinti si è arrestata a 8, sul 6-4 4-0. Pliskova, trovando un paio di risposte profonde e senza dare angolo, è arrivata a due palle game e se sulla prima era arrivato un nuovo servizio non risposto (leggasi “ace”), sul secondo Serena ha rischiato anche la seconda commettendo doppio fallo. Qui poteva sorprendentemente nascere una nuova partita, perché Karolina trovava qualche punto facile col servizio e dimezzava a 2-4, infilando poi altri punti a suo favore fino allo 0-40. Di nuovo, se una è la migliore lo si vede anche in questi momenti: altri 3 servizi non risposti (2 vincenti, 1 ace). Quarta palla break, altro ace. “È inutile, c’è poco da fare” ha continuato Pliskova, in conferenza stampa, “puoi provare a fare qualcosa, ma lei non ti concede nulla. Può fare ace in qualsiasi momento, o giocare i migliori punti della sua partita quando è in risposta. È così”.

Tenuto un buon turno di battuta, Pliskova ha provato a darsi una chance in risposta. Primi due punti, altrettanti ace al centro. Non c’è nulla da fare. Serena ha conquistato così la semifinale Slam numero 36 in carriera e affronterà giovedì Anastasija Sevastova. Il bilancio dice 30 vinte e 5 perse, sparpagliate lungo 20 anni di carriera. Servirebbe poco altro per chiudere, ci affidiamo a questo tweet che riassume i contorni di questa serata newyorchese