Il New York Times annuncia: l’ATP ha sospeso Layhani per 2 settimane

Mohamed Layhani è stato sospeso per due settimane dall’ATP. Questo è quanto annuncia il New York Times con un articolo in esclusiva. I motivi sono facilmente riconducibili: durante lo US Open l’arbitro svedese è sceso dalla sua sedia per una conversazione con Nick Kyrgios dove ha cercato di spronare l’australiano perché si impegnasse maggiormente nella partita contro Pierre Hughes Herbert.

Fino a quel momento il francese stava conducendo 6-3 3-0. Da quel cambio campo in avanti otterrà appena 6 dei successivi 25 game fino al 3-6 7-6 6-3 6-0 che ha promosso Kyrgios al terzo turno contro Roger Federer. “Posso aiutarti” gli stava dicendo, “questo non sei tu, lo so”.

Il francese era molto perplesso in conferenza stampa: “Quello non è il suo mestiere, lui è un arbitro e non un allenatore”. Lo stesso Federer si era mostrato contrario all’accaduto, spiegando come qui Layhani avesse oltrepassato il limite.

Lo US Open non ha sospeso l’arbitro, costringendolo però da quel momento ad arbitrare soltanto i match di doppio nei campi secondari. Nonostante questo, l’ATP ha deciso di prendere una decisione per punirlo e Layhani, ora, salterà sia il torneo di Pechino (un ATP 500) che quello di Shanghai (un ATP 1000). Questo il comunicato: “Nonostante l’evento sia successo sotto la giurisdizione della USTA, l’arbitro è comunque un dipendente full-time dell’ATP e pertanto deve rispettare in ogni caso gli alti standard che l’ATP stessa pone”. Layhani potrà tornare ad arbitrare a Stoccolma, a metà ottobre, in uno degli ATP 250 indoor che porteranno in tour nella fase finale della stagione. Ad aggravare la sospensione, il fatto che non riceverà alcuna paga. Gayle David Bradshaw, ufficiale ATP, ha dichiarato: “Mohammed è uno dei nostri migliori arbitri, ma ha superato il limite che ha compromesso la sua imparzialità nella partita. Sebbene non ci fossero cattive intenzioni nel suo gesto, queste furono oltre il consentito e non possiamo non prendere provvedimenti. Sappiamo che saprà fare tesoro di questo, e non vediamo l’ora di ritrovarlo a Stoccolma”.