Nadal piega Del Potro e va alla conquista di Wimbledon, ora la supersemifinale con Djokovic

Non sono bastati i tuffi a Juan Martin, in una partita in cui ha davvero messo l’anima, meno indolenza del solito, tra chi applaudiva sul Centrale con uno sguardo alla partita dell’amata Inghilterra. Non sono bastati più di 30 ace, la rimonta in un tiebreak (quello del secondo set) che sembrava impossibile, gli errori di dritto di Rafa sul back di rovescio di Delpo, sapientemente usato per variare il gioco e mettere in difficoltà l’avversario. E dopo 4 ore e 48 minuti, le braccia al cielo sono quelle del fenomeno di Manacor, ancora una volta.

Non sono bastate le scivolate dell’argentino e dello spagnolo, sempre nei pressi nella rete, soprattutto sul finire del match, quando le gambe sentivano la fatica delle ore sul Centrale. La fatica però la sente meno Nadal, ieri non costretto a tornare a giocare come Del Potro, innervosito ed esausto per un match complicatosi contro Simon, da sempre rognosissimo su qualsiasi superficie.

Anche un Nadal non al 100% oggi ha comunque più margine di Juan Martin, che fa molta più fatica a fare tutto, che è tornato ad un livello alto ma comunque limitato dall’estrema difficoltà a far quadrare tutto in quel momento, in quel campo, senza la freschezza di una volta.

E così, arrivato senza troppe speranze in terra anglosassone, aiutato da un tabellone non proibitivo (Del Potro a parte, ma ai quarti), si candida per vincere Wimbledon dopo ben otto anni. Considerato chi è rimasto in tabellone, è adesso lui il vero favorito. Anche se la sfida contro Djokovic non sarà banale.

E intanto, Novak Djokovic è tornato. L’ex numero uno del mondo è pronto a dire la sua, in un ritorno, l’ennesimo, degli eterni magnifici tre. Manca solo Murray, e chissà. Il tennista serbo, 21 del mondo e 12 del seeding, ha sconfitto il giapponese Kei Nishikori, 28 del ranking Atp e 24° favorito del tabellone, col punteggio di 6-3 3-6 6-2 6-2. Ed ora è pronto ad affrontare Nadal, ancora una volta. Sempre.