WTA Roma: Sharapova, altra battaglia vinta contro Cibulkova. Gavrilova elimina Muguruza

M. Sharapova b. D. Cibulkova 3-6 6-4 6-2

Maria Sharapova c’è. Pur faticando, e impiegando due set interi per trovare la giusta dimensione del suo tennis, la russa è agli ottavi di finale a Roma. Per il secondo giorno consecutivo è stata impegnata in una battaglia di due ore e mezza e se ieri dall’altra parte della rete c’era Ashleigh Barty, oggi c’era Dominika Cibulkova, il che non può non rendere tutto un po’ più speciale. La slovacca, nel 2016, fu un’altra giocatrice tra quelle che non furono particolarmente carine verso la russa subito dopo la vicenda doping. A dir la verità la ex numero 4 del mondo non aveva detto nulla a riguardo della vicenda, se non che non era forse il caso di riempire di wild-card una che rientrava da una squalifica, ma questo punto rimaneva abbastanza secondario rispetto alla dichiarazione in cui faceva capire che di rapporti tra le due non ne erano mai nati e che la riteneva fredda e arrogante.

Se pensate che tutto ciò a Sharapova non importasse, confrontate le reazioni al match point dopo il primo turno e dopo oggi: ieri molto seria, neppure un sorriso, neppure un gesto. Come aveva poi riferito in conferenza stampa, aveva anche sentito dolore allo stesso avambraccio che da un anno le crea tanti problemi. Oggi, dolori o meno, la russa si è lasciata andare a una nuova esultanza veemente come quella già vista contro Kristina Mladenovic a Madrid.

Partita difficilissima, perché per due set non riusciva a trovare continuità. Tantissimi errori, poche soluzioni vincenti. Raramente la si vedeva tirare dritti “di spessore”, o girare scambi in cui Cibulkova partiva col pallino del gioco. L’intensità c’era, e forse questo è il dato migliore per lei, ma ci sono stati anche 35 gratuiti tra primo e secondo set, contro appena una ventina di vincenti. Ha approfittato di un netto calo al servizio della sua avversaria che cedeva per due volte consecutive la battuta dal 4-3 Sharapova (secondo set). Non è riuscita, Cibulkova, a sfruttare i continui alti e bassi dell’avversaria anche sul 5-3, quando una serie di errori l’aveva subito portata sullo 0-40. Da parte sua, c’è una condizione fisica che rimane un punto di domanda. Ha giocato pochissimo, ultimamente, a causa di una decisione di sua di scendere in campo solo in pochi tornei in questo 2018. Stava forse interpretando la sfida migliore del suo 2018, ma alla fine ha giocato un terzo set con la spia della riserva accesa, ha mancato un paio di palle break all’inizio ed è stata poi brekkata in rapida successione.

La partita è praticamente finita lì, con Sharapova che non ha più sofferto e anzi ha rischiato di chiuderla sul 4-1, mancando due palle break. Vittoria pesantissima, a maggior ragione se in una fase in cui non riesce a esprimere bel gioco. Quello può arrivare col tempo, a cominciare da domani quando scenderà in campo contro Garbine Muguruza o Daria Gavrilova.

[1] S. Halep b. N. Osaka 6-1 6-0

Altro torneo, altra settimana, ed ecco una Simona Halep completamente diversa rispetto a quella di Madrid. Probabilmente la consapevolezza di avere l’esordio peggiore di tutte le big le ha dato una spinta motivazionale enorme, perché la numero 1 del mondo è scesa in campo col chiaro intento di non potersi concedere il minimo errore. Non poteva essere altrimenti, da un certo punto di vista: di fronte a lei c’era una delle giovani terribili del circuito femminile, quella Naomi Osaka che le aveva lasciato 3 game nella semifinale di Indian Wells e al Foro Italico ha esordito con un altro 6-0 6-3, stavolta ai danni di Victoria Azarenka.

I rischi erano altissimi: perdere oggi non solo avrebbe costato la perdita del numero 1 (non ancora al riparo, in ogni caso, perché deve quantomeno raggiungere la semifinale e sperare che Caroline Wozniacki non faccia altrettanto), ma la portava nelle condizioni peggiori all’appuntamento di Parigi con il Roland Garros. Aveva tutto da perdere, ma proprio per questo ha fronteggiato subito un pericolo che era “caldissimo” fin dai primi scambi. Osaka ha tenuto la battuta nel primo game, per poi recuperare da 40-0 e avere in tutto 4 palle break. Su tre di queste si è ben comportata la rumena, su una invece ci sono delle responsabilità per Naomi che aveva un dritto non difficile a metà campo ma l’ha spedito in corridoio scegliendo comunque l’angolo sbagliato per dove attaccare.

Da lì è nata un’altra partita, perché nel terzo game Halep ha vinto il punto più bello con almeno due difese straordinarie e ribaltando quello che poteva essere il 2-1 per la giapponese fino al break in suo favore. Poi, ha preso il via inserendo le marce altissime ed evidenziando, game dopo game, la differenza che c’è sulla terra rossa tra le due giocatrici in campo. Una completamente a suo agio negli spostamenti, con la chance di ottenere punti muovendo l’avversaria, che al contrario ancora deve costruire la giusta solidità per andare contro giocatrici come Halep in totale “accelerazione” e controllo del match. Non è stato bellissimo, probabilmente, per gli spettatori vedere come la giapponese abbia perso subito il controllo del match e sia entrata in una spirale molto negativa, ma è questo l’effetto che fa una Simona completamente al massimo potenziale, che scambia, difende, recupera, gira il punto a suo favore, non lascia andare una palla.

Se nei primi game subiva gli scambi sulle diagonali, da quel punto sulla palla del 2-1 Osaka ogni singolo aspetto del suo gioco ha raggiunto vette di rendimento che non vedevamo dall’Australia per un successo che moralmente diventa anche pesante per la giapponese, costretta a subire 12 game di fila, ma soprattutto smorzando quello che era l’entusiasmo creatosi per il successo all’esordio contro Azarenka. Halep adesso attende Madison Keys o Donna Vekic, ma quel che più dovrebbe confortarla è che questo livello potrebbe aiutarla ad andare molto avanti nel tabellone romano. Quello di cui ha bisogno se vuole conservare la leadership della WTA.

Altri risultati

Match pazzo quello vinto da Daria Gavrilova contro Garbine Muguruza. Tre ore e otto minuti, 5-7 6-2 7-6(6) con due match point annullati, un controbreak sul 6-5 al terzo (qui la spagnola ha buttato il primo dei due match point con un doppio fallo) e rientro generale nel parziale decisivo da 0-4 15-30. Una partita di grande agonismo tra due giocatrici che non stanno attraversando un bel momento e tutta la crisi di certezze ha contraddistinto Muguruza nell’incredibile serie di 5 game persi dallo 4-0 al 4-5. Strappata la battuta ha poi buttato tutto alle ortiche nel dodicesimo game, infine nel tie-break è stata avanti 4-2, poi 5-4 e servizio, eppure Gavrilova era sempre in grado di rientrare con palleggi profondi e continuati. La spagnola ha avuto un secondo match point sul 6-5 e aveva sulla racchetta il dritto per chiudere, ma l’australiana si è esaltata in fase difensiva, riprendendo quel colpo e lo smash successivo, ricacciando indietro l’avversaria e punendola poi col passante. Sul 7-6 l’ultimo dei 61 gratuiti della spagnola a regalare il match all’avversaria, quando l’orologio faceva le due e due minuti del mattino di Roma. La notizia peggiore, però, per Gavrilova è che domani pomeriggio deve essere in campo per sfidare Maria Sharapova.

Molto bene Caroline Wozniacki, che lascia 5 game ad Alison Van Uytvanck mentre Angelique Kerber vince una grande battaglia contro Irina Camelia Begu 3-6 7-5 7-5. Lo stesso fa Sloane Stephens, vincitrice 6-0 5-7 6-4 contro Kaia Kanepi.

Risultati

[1] S. Halep b. N. Osaka 6-1 6-0
[13] M. Keys b. [Q] D. Vekic 7-6(3) 7-6(0)
[9] S. Stephens b. [Q] K. Kanepi 6-0 5-7 6-4
[7] C. Garcia b. T. Babos 6-3 6-4
D. Gavrilova b. [3] G. Muguruza 5-7 6-2 7-6(6)
M. Sharapova b. D. Cibulkova 3-6 6-4 6-2
J. Konta b. [Q] S. W. Hsieh 6-0 6-4
M. Sakkari b. [6] Ka. Pliskova 3-6 6-3 7-5
[11] A. Kerber b. I. C. Begu 3-6 7-5 7-5
[14] D. Kasatkina b. [Q] D. Collins 6-2 6-3
[8] V. Williams b. E. Vesnina 6-2 4-6 7-5
A. Kontaveit b. S. Kuznetsova 7-5 7-5
[15] A. Sevastova b. [LL] A. Krunic 6-4 6-4
[2] C. Wozniacki b. A. Van Uytvanck 6-1 6-4