ATP Monte Carlo: Donaldson a muso duro contro l’arbitro (video)

Jared Donaldson, tennista statunitense di 21 anni, quest oggi ha perso il proprio match di primo turno contro Albert Ramos Vinolas nel Master 1000 di Monte Carlo ma a passare alla cronaca è più il comportamento avuto nei confronti dell’arbitro. Si era a metà del secondo set quando un servizio dello spagnolo non è stato chiamata dal giudice di sedia, lo stesso che un anno fa fu bersaglio della pallata colpita da Denis Shapovalov nella sfida decisiva di Coppa Davis tra Canada e Gran Bretagna.

Arnaud Gabas, francese, è sceso dalla sedia mostrando allo statunitense quello che per lui era il segno da considerare. Donaldson non era d’accordo e per mostrare la propria contrarietà si è portato muso a muso con il direttore di gamba, quasi spingendolo indietro con il petto e urlandogli tutta la propria rabbia per la decisione presa.

L’episodio è continuato con l’ingresso in campo del supervisor che ha dato ragione all’arbirtro, senza però che Donaldson si placasse. Qualche mormorio, seguito dai fischi, stava arrivando dalle tribune ma lo statunitense ha continuato il suo sfogo. Promosso nella scorsa stagione dalla stessa ATP come uno dei “NextGen”, Donaldson è solo l’ultimo di una serie ormai piuttosto lunga di under-21 che negli ultimi anni si sono messi in luce per i loro comportamenti ben oltre il consentito e che quasi tutti di loro non sono mai stati realmente puniti se non per una leggera multa. Solo Shapovalov, con la squalifica immediata, ebbe la punizione forse più pesante. Non Alexander Zverev, che un paio di anni fa a Marsiglia, nella semifinale contro Paul Henri Mathieu, urlò a pieni polmoni al giudice di sedia: “You fucking moron!” (“Fottuto coglione”). Non Daniil Medvedev che poche settimane fa a Miami arrivò quasi alle mani con Stefanos Tsitsipas, neppure Andrey Rublev, da molti accusato negli ultimi anni di atteggiamenti da maleducato in campo (chiedere a Fernando Verdasco). La stessa ATP dovrebbe fare qualcosa per evitare che questi atteggiamenti divampino ulteriormente perché non è accettabile che un giocatore si rivolga così duramente, in maniera aggressiva e minacciosa, a una persona a cui andrebbe comunque dato rispetto.