Australian Open: Nadal si fa male, in semifinale ci va Cilic!

[6] M. Cilic b. [1] R. Nadal 3-6 6-3 (5)6-7 6-2 2-0 (rit.)

L’Australian Open si conferma lo slam delle sorprese, soprattutto quest’anno e saluta anche il numero 1 del mondo, Rafael Nadal, sconfitto in quasi 5 set da Marin Cilic, che ha di nuovo trovato, dopo quell’incredibile US Open del 2014, la giornata di grazia. Cilic non aveva mai brillato troppo contro lo spagnolo ma al di là dei suoi meriti va forse sottolineato lo stato di forma di Rafa, che è arrivato a Melbourne senza aver mai giocato e che aveva dato l’impressione anche nel match contro Schwartzman di non essere del tutto a posto. La relativa modestia dell’argentino l’aveva aiutato a venirne fuori, e forse Nadal sperava che l’evidente gap mentale del croato potesse dargli una mano. E in effetti, considerato come stavano giocando i due, che Nadal si trovasse avanti all’inizio del quarto set era quasi clamoroso, visto che a lungo era sembrato in balìa di Cilic. Che dal canto suo si è svegliato appena in tempo, quando sotto di un set e un brak riusciva finalemente a non essere troppo falloso e infilare una serie di quattro game di fila.

Il primo set non presenta nessuna sorpresa nelle dinamiche in campo, con Cilic che prova a martellare Nadal, che rimanda tutto dall’altro lato. Prevedibile anche il calo al servizio del croato, che cede il passo a Nadal, libero di incamerare il primo set per 6-3.

Le cose non sono tanto diverse nella prima parte del secondo set, con Cilic che ancora non è incisivo in battuta e con Nadal apparentemente invalicabile nella solita ottima fase difensiva. C’è un un sussulto tuttavia, un impeto di orgoglio del croato che nel sesto game, già sotto di un break, inizia a centrare solo le righe con una potenza e precisione tali da riprendersi la parità. Nadal, scosso da tale reazione, prova a non cedere troppo terreno al suo avversario, che però gioca sulle ali dell’entusiasmo. Cilic sbaglia molto di meno, si muove molto bene lateralmente e quando mette i piedi in campo raramente non tira un vincente. Nadal fa il possibile ma il croato è ingiocabile, 6-3 per lui.

Lecito a questo punto aspettarsi un calo del croato, ma anche Cilic è giocatore d’esperienza. Il servizio tiene, complice anche un Nadal più remissivo in risposta, attento a non sprecare troppe energie, per poi rimanerne a corto nei propri turni di battuta. I due giocano davvero bene e gli schemi sono gli stessi, con Cilic che anticipa tantissimo i colpi e Nadal che faticosamente rema da fondo campo. Si arriva ad un tiebreak, caratterizzato da grande equilibrio. Punto di rottura è l’undicesimo punto, nel quale Cilic sul 5 pari perde la battuta con un sanguinoso errore di dritto, lasciando strada spianata allo spagnolo. 2 set a 1 per Nadal.

Cilic non si demoralizza e continua a giocare costantemente in pressione, mentre Nadal sembra stranamente in difficoltà sul piano fisico. Lo spagnolo va un break sotto prima di chiamare un medical time-out. In seguito, Rafa appare molto debilitato, non partendo neanche dopo alcuni colpi non impossibili del suo avversario. Lo spagnolo prova a rimanere in partita, ma Cilic non ha pietà. Il 6-2 è quasi una formalità.

Il quinto set non comincia davvero in quanto sul 2-0 per il croato, Nadal scuote la testa dirigendosi verso la rete per stringere la mano al suo avversario. Cilic approda dunque in semifinale, da un lato meritando tale traguardo per la qualità del gioco espresso, dall’altro beneficiando di un piccolo aiuto della dea bendata nel trovare un Nadal così acciaccato.

Il croato fra l’altro partirà decisamente favorito contro Kyle Edmund, autore dell’altra impresa di giornata e il più giovane ad essere mai arrivato in una semifinale Slam, in attesa di Chung. Per Cilic sarebbe la seconda finale negli ultimi tre slam, il che fa capire quanto fin qui si sia un po’ sottovalutata la carriera del croato, che non è certo vissuta di quell’unico acuto di Flushing Meadows.
Le prospettive di Rafa invece sono tutte da vedere. Dopo il match lo spagnolo sembrava in condizioni davvero pessime e si muoveva zoppicando in maniera vistosa. Per sua fortuna riuscirà per una manciata di punti a mantenere il primato nel ranking ma non è certo improbabile che non lo vedremo prima di Indian Wells, visto che la tradizionale trasferta in Sudamerica potrebbe essere rischiosa. E certo il primato in classifica non vale, a questo punto della carriera, certi rischi. In ogni caso, come sempre e come sempre di più, a Rafa preme essere a posto per Aprile, quando comincerà la stagione sulla terra rossa. Il resto è solo allenamento.