Azarenka: il figlio non può lasciare la California, US Open a rischio

Victoria Azarenka si cancella da Cincinnati citando “motivi familiari”. Il giudice, secondo TMZ, ha rifiutato la proposta di pagare viaggio e alloggio per il figlio (col partner) a New York.

Il mondo, attorno a Victoria Azarenka, si è sgretolato di nuovo. La bielorussa aveva vissuto circa due anni in grande depressione, tra fine del 2013 e inizio del 2016, dove più e più volta aveva pensato di abbandonare il tennis, di cedere a un momento molto delicato che stava passando fuori dal campo. Lo confessò in una conferenza stampa all’Australian Open 2016, quando sentiva che i vari pezzi del puzzle si stavano ricomponendo e aveva ricominciato a guardare avanti con serenità.

Era ripartita da un team con cui aveva trovato grandissima sintonia, guidato da Wim Fissette, e tra gli elementi che le avevano ridato la felicità c’era pure Billy McKeague, ex giocatore di hockey a livello NCAA, poi diventato istruttore di golf in un resort delle Hawaii dove ha conosciuto la giocatrice. Nel luglio del 2016 Vika aveva annunciato la gravidanza, un anno dopo, un nuovo terremoto ha scosso la vita della ex numero 1 del mondo: McKeague, al rientro negli USA dopo Wimbledon, è andato dal giudice di Beverly Hills per chiedere l’allontanamento, almeno in forma temporanea, del piccolo Leo dalla madre Victoria. Non si conosce ancora il motivo per cui i due abbiano interrotto la relazione (che non aveva portato al matrimonio), ma ora oltre a ordinare l’affidamento al padre, la sentenza impedisce ad Azarenka di portare il bimbo fuori dalla California almeno fino a una nuova decisione, prevista a ottobre.

Questa battaglia, almeno inizialmente, sembrerebbe vinta da McKeague anche su basi nazionalistiche: avrebbe prevalso, infatti, il fatto che lui sia cittadino statunitense mentre la bielorussa no. Azarenka è così al bivio: stare vicina al proprio figlio di 7 mesi o pensare all’attività agonistica. La bielorussa, secondo TMZ, tramite l’avvocato Laura Wasser ha proposto al giudice di pagare di tasca proprio il volo e l’albergo al piccolo Leo e a McKeague durante le due settimane dello US Open, ma il giudice si è opposto stabilendo che il piccolo non può muoversi durante lo sviluppo del caso.

Intanto è arrivato il forfait a Cincinnati e le motivazioni non potevano che essere di matrice familiare. Il primo vero indizio ufficiale a conferma delle voci che hanno cominciato a circolare ieri e che ci sono state confermate da una persona che lavora a stretto contatto con il circuito WTA: la vicenda-Azarenka è vera e la bielorussa è a pezzi. Non conta tanto il poter giocare o meno allo sport a cui ha dedicato tutta la passione possibile, ma ora c’è in ballo il figlio di appena 7 mesi, finito in mezzo ad una faccenda legale che non può portare ad alcun vincitore.