ATP 2017: da Doha a Londra, sarà ancora sempre e solo Murray-Djokovic?

Tutti pronti ai nastri di partenza della nuova stagione, che si presenta con ancora più punti interrogativi della precedente: sarà di nuovo testa a testa tra Djokovic e Murray? In quale stato si presenterà Federer per provare a conquistare l’agognato 18° slam, argomento sulla bocca di tutti, non ultimo il suo precedente coach Roche e Rafter? O sarà Sansone-Nadal, riconquistati i capelli, ad avvicinarsi al campione svizzero riprendendosi lo scettro di Bois de Boulogne? E se invece Stan the Man indovinasse le due settimane della stagione sui prati di Church Road, completando il suo Career Slam? O arriverà finalmente il primo Slam di un ragazzo degli anni ’90? E in casa Italia? Sarà la paternità foriera dell’attesa maturità di Fognini?

Dovremo soffrire undici lunghi mesi per soddisfare le nostre curiosità, ma già da questa prima settimana avremo qualche indicazione, li vedremo praticamente tutti, o quasi, in campo. E qualcuno lo abbiamo già intravisto: i primi a scaldare i motori sono stati il nuovo numero 1 del mondo e Rafael Nadal, che hanno preferito iniziare la stagione con la luna nuova al cospetto dell’Emiro di Abu Dhabi, nella nona edizione del ricco torneo esibizione. Una passerella forse quella di Andy, una dichiarazione di guerra per Rafa che, conquistando il titolo per la quarta volta, ha dato il via nel migliore dei modi alla stagione della rinascita nella quale, stando alle sue dichiarazioni, dovrebbe disputare venti tornei, pur rinunciando alla parentesi sudamericana su terra battuta di febbraio.

Anche Roger Federer ha scelto di non partire dal circuito ATP, tornando a disputare la Hopman Cup dopo 15 anni, e finalmente i suoi innumerevoli tifosi – che già hanno affollato i suoi allenamenti a Perth e sono stati rassicurati dal loro idolo sulla sua permanenza nel circuito per almeno un altro paio di anni – hanno potuto vederlo nel primo match ufficiale, dopo la delusione per la mancata partecipazione all’IPTL.
Nel torneo a squadre che si disputa a Perth nella prima settimana del 2017, in campo anche i giovani su cui scommette anche Rafael Nadal, Nick Kyrgios e Alexander Zverev. Probabilmente vedremo l’australiano nelle vesti di un collegiale modello dopo la terapia post squalifica. Il tedesco, oltre a dissipare ogni equivoco sulla sua presenza in Australia, ha dichiarato che“la Hompan Cup è un ottimo torneo di preparazione per l’Australian Open. Le condizioni sono le stesse di Melbourne e ti permette di giocare tante partite anche in caso di sconfitta”. Sascha nella settimana successiva si trasferirà direttamente a Melbourne dove completerà la sua ambientazione in vista del primo Slam dell’anno partecipando – insieme, tra gli altri, a Simon, Gasquet e Goffin – ad un altro torneo esibizione, il Kooyong Classic. L’inizio di un tour de force per il talentuoso tedesco, la cui programmazione fino al Roland Garros potrebbe vederlo a riposo soltanto per tre settimane.

Ed in questa settimana, insieme alla Hopman Cup, è partita anche la stagione che conta, quella dei tornei che assegnano i punti ATP per la rincorsa nella Race to London 2017 a Luca Vanni, in testa grazie ai due Challenger consecutivi vinti a novembre.
Rispetto allo scorso anno, sono tre i nuovi tornei in programma. In preparazione al Roland Garros, Budapest prende il posto di Bucarest nella settimana in cui si disputa il torneo di Barcellona e Lione prende il posto di Nizza nella settimana che precede lo slam parigino.
La stagione su erba invece si arricchisce di un torneo: nella settimana corta che precede Wimbledon, all’Aegon Open (che, dopo due anni a Nottingham, torna a disputarsi al Devonshire Park di Eastbourne, dove si era giocato già dal 2009 al 2014 e dove torna in versione combined col WTA Premier) viene affiancato il torneo di Antalya in Turchia. In aggiunta il finale di stagione farà ritorno in Italia, a Milano, per le Finals riservate agli under 21.

L’ATP Tour potrebbe riprendere esattamente da dove c’eravamo lasciati, con la prima finale di stagione a Doha, in programma sabato prossimo: in rotta di collisione – per il titolo del torneo ATP 250 più facoltoso, con un montepremi complessivo che supera il milione di euro – ci sono subito i due protagonisti della stagione 2016, Sir Andy Murray e lo spodestato Novak Djokovic (che, considerati i risultati del primo semestre 2016, dovrà faticare davvero molto per riprendere il comando del ranking). Terzo incomodo in Qatar Tomas Berdych, per vedere con che piglio si presenta in questa stagione.
Stan Wawrinka, dopo tre titoli consecutivi, abbandona Chennai e va a Brisbane dove ci saranno altri quattro top ten impegnati: Nadal, Nishikori, Raonic e Thiem. Per quanto riguarda i primi dieci del ranking, Marin Cilic sarà il fiore all’occhiello del torneo indiano, mentre Gael Monfils non lo vedremo in campo prima degli Australian Open.

In casa Italia subito in campo lo stacanovista Lorenzi (ma subito eliminato) in Qatar, dove abbiamo ancora Giannessi che, superato lo scoglio delle qualificazioni, attende Berdych al primo turno.

Il riscaldamento in vista del primo slam di stagione continuerà a Sydney e Auckland, ma nella seconda settimana solo Thiem tra i top ten scenderà in campo, nel torneo australiano (confermando i suoi programmi massacranti nonostante un 2016 finito a corto di benzina). E a Sydney vedremo finalmente in campo il futuro papà Fognini nonché l’instancabile Paolino Lorenzi. E poi finalmente Melbourne, tutti contro tutti ma con un assente d’eccezione, Juan Martin del Potro. La domanda d’obbligo è: riuscirà Murray a sfatare l’ennesimo tabù e a conquistare il torneo che lo ha visto sconfitto già cinque volte in finale?

Lasceremo l’Australasia con questa prima risposta, qualcuno diretto verso i teatri delle sfide di primo turno di Davis (quest’anno in programma ad inizio febbraio invece di inizio marzo) e la maggior parte a tirare il fiato. Alcuni poi preferiranno restare al caldo nell’emisfero australe, per la parentesi su terra battuta sudamericana, su tutti Kei Nishikori ed un mai domo David Ferrer. Non ci sarà invece Rafael Nadal che quest’anno ha preferito non staccare dal duro e lo vedremo nei “500” di Rotterdam ed Acapulco. A Dubai invece saranno sicuri protagonisti Murray e Federer, mentre sarà assente Novak Djokovic, che continuerà la sua preparazione per i primi due Masters 1000, in programma a marzo ad Indian Wells e Miami, dove difende altri 2000 pesanti punti.

Lasceremo il cemento con un divario tra numero 1 e 2 che potrebbe essere diventata una voragine, per una nuova settimana leggera con i quarti di finale di Davis (quest’anno in programma ad inizio aprile e non dopo Wimbledon), prima di votarci definitivamente alla terra battuta per due lunghi mesi, da Marrakech (unico torneo in terra d’Africa) a Parigi, in cerca di nuovi protagonisti. Lo scorso anno, ad eccezione di Montecarlo, le finali che contano erano state un discorso a due: Djokovic aveva vinto Madrid e finalmente Parigi, Murray si era dovuto accontentare di Roma. Federer non ha ancora sciolto le sue riserve sulla stagione su terra, magari invece Rafa suonerà la decima?

Ma il re vuole tornare tale nel suo regno, lo sappiamo. E, come lo scorso anno, lo vedremo quasi sempre in campo nella breve stagione su erba: confermata la presenza a Stoccarda, inutile mettere in dubbio la presenza a Halle dove gli hanno anche dedicato una strada, e poi dritto nel giardino di casa. Difficile che il guastafeste sia il suo connazionale che da tre anni a questa parte indovina due settimane consecutive a stagione. O Djokovic vorrà regolare i conti con i campi che hanno dato inizio alla caduta del suo regno?

Archiviato Wimbledon, qualche incallito terraiolo resterà in Europa, gli altri invece si sposteranno in Nord America. Luglio e agosto, dopo lo stravolgimento olimpico, tornano alla normalità, con i due Masters 1000 del Canada (quest’anno è il turno di Montreal) e di Cincinnati in sequenza a fare da prodromo all’ultimo slam di stagione.

Dopo Flushing Meadows sarà di nuovo Davis, con le semifinali a dare ancora respiro ai giocatori prima dell’ultimo assalto che vedrà qualcuno chiudersi già nelle arene indoor di San Pietroburgo e Metz, mentre gli altri resteranno alla luce del sole spostandosi direttamente verso i ricchissimi tornei asiatici. Premi da brivido infatti non solo per il Masters 1000 di Shanghai e il 500 di Pechino, ma anche per il giovane torneo di Chengdu, subentrato in corso di stagione 2016 a Kuala Lumpur, che diventa il torneo 250 più ricco dopo Doha. Qui Murray nella passata stagione ha sottratto lo scettro di imperatore della Cina a Djokovic, gettando le basi per la conquista dello scettro del circuito. Dopo Shanghai si torna definitivamente in Europa con il clou della stagione al coperto con un crescendo di settimana in settimana: i 250 di Stoccolma, Mosca e Anversa, i 500 di Basilea e Vienna, il Masters 1000 di Parigi e le ATP Finals a metà novembre. La O2 Arena di Londra sarà teatro della sfida dei migliori 8 di sicuro ancora per 2 anni, dopo si affaccia la possibilità di un trasferimento a Mosca. E non dimentichiamo le NextGen ATP Finals in programma a Milano dal 7 novembre. La stagione si chiuderà come da tradizione con la finale di Davis, dal 24 al 26 novembre.

Undici mesi di tennis emozionante ci attendono, speriamo da seguire ancora con il fiato sospeso fino all’ultimo dritto per sapere chi sarà il numero 1 o quale nuova nazione coronerà il sogno di sollevare al cielo l’insalatiera. E noi di OkTennis – con i nostri inviati sul campo e con una appassionata redazione da casa – vi terremo aggiornati costantemente, mentre per la WTA sarà il nostro uno e trino e infaticabile Diego Barbiani a rendervi partecipi fino all’ultimo dettaglio del tennis in gonnella.