Atp Shanghai: la griglia di partenza dei favoriti

Manca oramai poco e la tournee asiatica, dopo Tokyo e Pechino, proseguirà con il penultimo master della stagione: il master di Shanghai. Dapprima sede dell’ultimo atto del tennis maschile, ovvero l’ATP World Tour Finals, dal 2009 è divenuto uno dei master 1000 della stagione, lasciando il suo posto a Londra e detronizzando Amburgo ad un ATP 500.

Le difficoltà riscontrate dei primi anni, dovute ai molti forfait causati dal finale di stagione logorante e soprattutto per il viaggio oltreoceano da percorrere, sembrano essere oramai alle spalle. Eccetto Murray, fuori per infortunio, tutti i grandi nomi del circuito, si presenteranno ai nastri di partenza, pronti a darsi battaglia per aggiudicarsi il titolo che oggi più che mai può risultare decisivo ai fini della classifica per il master di fine anno. Sì, perché se Nadal, Murray, Ferrer, Berdych e Djokovic, sono sicuri del posto in finale, non si può dire degli altri, in particolare Federer che è sempre più a rischio esclusione dalla master cup di Londra, tallonato da Wawrinka, Gasquet , Raonic e Tsonga, per l’ultimo posto utile. Il torneo si preannuncia quindi interessante vista la posta in palio molto alta ed il concreto rischio che Londra potrebbe perdere un atteso protagonista come lo svizzero.

Ma quali sono i favoriti di questo master? L’eventuali sorprese e chi avrà le motivazioni maggiori? A queste domande, tentiamo di dare una risposta, con un borsino dei favoriti eventuali per la conquista finale dell’ATP 1000 di Shanghai.

1) Rafael Nadal: E’ inevitabile che il primo gradino dell’ipotetica vittoria spetti a lui. Per come sta giocando, per il numero dei trofei vinti ricorda molto Eddy Merckx nel ciclismo anni 60’ e per la ferocia capacità di concedere le briciole agli avversari e di approfittarne al loro minimo sbaglio ricorda invece lo spietato killer Keyser Soze dal film “I Soliti Sospetti”. Tralasciando i paragoni, è evidente come il suo stato di forma sia ineccepibile ed i soli tre match persi da quando è ritornato nel circuito, sono una palese testimonianza di come sia oramai prossimo a divenire il vero numero uno del mondo. Se dovesse raggiungere la finale nel torneo di Pechino, torneo che si disputa questa settimana, lo avrà assicurato. Inoltre la motivazione per vincere questo torneo è doppia: a Shanghai non ha mai vinto, né quando era la sede della Master Cup, né da quando è diventato uno dei master 1000 della stagione.

2) Novak Djokovic: Il Joker non riesce più a sguinzagliare il suo sorriso malizioso e deve accontentarsi della seconda piazza. Nonostante il traguardo delle cento settimane da numero uno del mondo, ha dovuto ammettere l’attuale superiorità dello spagnolo nei suoi confronti e gli ultimi confronti diretti, compreso il deludente Us Open trascorso, non fanno altro che confermare ciò che si è detto. Nonostante ciò Nole non parte sconfitto e non è atleta arrendevole. Sarà subito dietro per cercare di riprendersi lo scettro di numero uno, destinato oramai a perderlo già questa settimana, e perché è comunque il detentore del torneo e non avrà voglia di abdicare facilmente.

3) Roger Federer: La logica non lo porrebbe come addirittura terzo favorito, dietro solo agli imprendibili Rafa e Nole, ma qui si ragiona più con il cuore che con la testa. Ferrer, Gasquet e Wawrinka sono, oggettivamente, più in forma ma non hanno i mezzi tecnici per contrastare la classe immensa dello svizzero se dovesse ritrovarla. Le incognite restano molteplici: la schiena, lo stato d’animo, la pressione su un obiettivo,l’ultimo, da non fallire assolutamente, ma di contro ci sono anche le fortissime motivazioni ed il desiderio di dimostrare a tutti che non è un giocatore finito, come è stato etichettato dopo gli Us Open. Ci auguriamo un torneo da protagonista.

4) David Ferrer: Incluso nei favoriti più per motivi di classifica che per meriti veri e propri, si comprende già che la sua vittoria potrà avvenire nel caso di un suicidio sportivo da parte dei super favoriti e che gli altri siano tutti già con la testa a Londra. Ciò è molto improbabile visto il numero alto di giocatori che si giocano i posti finale per entrare nei primi otto di Londra. Inserire il nome è un atto dovuto, ma considerarlo un probabile vincitore appare difficile.

5) Richard Gaquet & Stanislas Wawrinka: Ex aequo per gli ultimi due semifinalisti degli ultimi Us Open. Wawrinka è lanciatissimo verso il Master ed oramai quasi certo del posto, quasi più certo del suo connazionale più famoso Roger Federer, visti gli ultimi brillanti risultati. Al Master potrebbe essere un incognita e divenire pericoloso. Gasquet invece, ha forti motivazioni e sa che la conquista della finale e  della vittoria, potrebbe voler dire la partecipazione assicurata del Master di fine anno. I due saranno i rivali più agguerriti nei confronti di Roger Federer

6) Milos Raonic: Definirlo come ipotetica sorpresa risulta difficile. Sta impressionando per il gioco mostrato nell’ultimo master prima di questo, nella Davis contro la Serbia e nel torneo di Tokyo dove ha trionfato. E’ tra i giocatori più in forma del momento, ma rispetto ai colleghi ha meno maturità e soprattutto continuità e questo lo pone un gradino leggermente sotto i favoriti principali. Rimane un cliente difficile da affrontare e da tenere d’occhio.

7) Tutti gli altri: Ovvero quei giocatori che potranno inserirsi ma che per stato di forma e lento declino, faticano ad essere seriamente considerati tra i potenziali trionfatori. Tra questi ci inseriamo: Thomas Berdych, il ceco sta attraversando un 2013 piuttosto anonimo ed il suo carattere bizzoso gli ha fatto perdere match vinti ed i risultati ne stanno risentendo. Fisicamente non ha problemi, ma la testa non è lucida ed inoltre ha oramai il posto assicurato tra gli otto, le motivazioni perciò verranno meno. Jo Wilfred Tsonga, il francese è reduce da un brutto infortunio patito a Wimbledon e difficilmente sarà della partita per i primi posti. Vorrà riscattarsi, perché ha ancora buone chance per entrare negli otto, ma il recupero ad alti livelli pare un’ardua impresa. Juan Martin Del Potro, l’argentino ha un discorso simile a Berdych ma diversamente dal ceco ha più possibilità di fare seriamente male. Dipende da come ha la testa e soprattutto se il fisico sta bene. Spesso ha patito cali vistosi nel gioco dovuto al suo atletismo deficitario. Anche lui, come il ceco, è oramai certo del posto a Londra, a meno di clamorose rivoluzioni.

Il borsino è completato, non resta che assistere il torneo affinché possa confermare o smentire ogni considerazione della vigilia.